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Il Senato ha ieri
approvato la Riforma della Costituzione e le opposizioni sono subito
insorte. Parlano di un attacco senza precedenti allo stato di diritto.
Ma, si sa, sono comunisti. Tutti quanti, da Bertinotti a Letta, Letta
compreso.
E' ovviamente comunista anche Domenico Fisichella, eletto evidentemente
per sbaglio nella fila di Alleanza Nazionale. Ieri in Parlamento ha
gridato il suo "no" a questa Riforma.
"Non sono io ad essere in dissenso con An - ha tuonato - ma è An che,
votando questa riforma, è in dissenso con i valori fondanti della stessa
An, che io ben conosco".
Ha votato contro anche il centrista Renzo Gubert, esponente "comunista"
dell'Udc. Con lui una decina di pericolosi bolscevichi del centrodestra.
Ha espresso la sua contrarietà anche Giulio Andreotti. Lo ha fatto
concretamente con il voto a Palazzo Madama, lo ha ribadito oggi sulle
pagine del quotidiano la Repubblica.
"Il 23 marzo tanto tempo fa era festa perché si celebrava la fondazione
del Fascio. Ma per carità - ha affermato - ogni riferimento al presente
è puramente casuale".
Il "compagno Ernesto" Galli della Loggia scrive invece su Il Corriere
della Sera un articolo dal titolo "La patria perduta".
"È impossibile nascondersi la gravità di quanto è accaduto ieri al
Senato - si legge nell'articolo - la riforma della Costituzione voluta
dal governo e dalla sua maggioranza costituisce forse il più grave
pericolo che l’unità italiana si trova a correre dopo quello terribile
corso sessant'anni orsono nel periodo seguito all’armistizio dell'8
settembre".
L'associazione "rossa" Libertà e Giustizia ha invece lanciato la
proposta di istituire la "Festa della Costituzione" per rispondere a
questa offensiva alla Carta fondamentale italiana. Ha aderito anche Enzo
Biagi, quello che per conto dei comunisti faceva un uso criminoso della
tv. |