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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 24 MARZO 2005
La cavalleria comunista contro il cambiamento
DARIO MIGLIUCCI

Il Senato ha ieri approvato la Riforma della Costituzione e le opposizioni sono subito insorte. Parlano di un attacco senza precedenti allo stato di diritto. Ma, si sa, sono comunisti. Tutti quanti, da Bertinotti a Letta, Letta compreso.
E' ovviamente comunista anche Domenico Fisichella, eletto evidentemente per sbaglio nella fila di Alleanza Nazionale. Ieri in Parlamento ha gridato il suo "no" a questa Riforma.
"Non sono io ad essere in dissenso con An - ha tuonato - ma è An che, votando questa riforma, è in dissenso con i valori fondanti della stessa An, che io ben conosco".
Ha votato contro anche il centrista Renzo Gubert, esponente "comunista" dell'Udc. Con lui una decina di pericolosi bolscevichi del centrodestra.
Ha espresso la sua contrarietà anche Giulio Andreotti. Lo ha fatto concretamente con il voto a Palazzo Madama, lo ha ribadito oggi sulle pagine del quotidiano la Repubblica.
"Il 23 marzo tanto tempo fa era festa perché si celebrava la fondazione del Fascio. Ma per carità - ha affermato - ogni riferimento al presente è puramente casuale".
Il "compagno Ernesto" Galli della Loggia scrive invece su Il Corriere della Sera un articolo dal titolo "La patria perduta".
"È impossibile nascondersi la gravità di quanto è accaduto ieri al Senato - si legge nell'articolo - la riforma della Costituzione voluta dal governo e dalla sua maggioranza costituisce forse il più grave pericolo che l’unità italiana si trova a correre dopo quello terribile corso sessant'anni orsono nel periodo seguito all’armistizio dell'8 settembre".
L'associazione "rossa" Libertà e Giustizia ha invece lanciato la proposta di istituire la "Festa della Costituzione" per rispondere a questa offensiva alla Carta fondamentale italiana. Ha aderito anche Enzo Biagi, quello che per conto dei comunisti faceva un uso criminoso della tv.

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