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Il presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi, ospite oggi nello studio di "Radio
Anch'io", ha parlato delle imminenti elezioni regionali, ed ha
chiaramente ipotizzato la possibilità che la Casa delle Libertà vada
incontro ad una sconfitta.
Il Cavaliere ha infatti spiegato che, "anche in caso di esito negativo
alle prossime regionali, il Governo non fermerà le riforme".
"Qualsiasi cosa accadrà il 4 aprile, dopo le elezioni Regionali, il
governo andrà avanti - ha poi aggiunto - non si può nemmeno immaginare
che il governo venga meno agli impegni assunti con gli elettori e non
porti a termine la legislatura".
Il premier ha comunque ribadito che "il segnale politico" di queste
elezioni sarà "dato dalla differenza tra i voti ottenuti
complessivamente da questa maggioranza rispetto a quelli
dell'opposizione" e non dal numero delle poltrone da Governatore
conquistate dai due schieramenti.
"C'è una differenza tra Regione e Regione - ha chiarito - prendere la
Lombardia non è come vincere in Basilicata o nelle altre regioni
dell'Italia centrale".
Berlusconi non ha inoltre rinunciato a lanciare qualche frecciata al
centrosinistra, accusando per l'ennesima volta i suoi avversari di
diffondere il pessimismo tra i cittadini.
"Senza fiducia non si va da nessuna parte - ha spiegato - vedo
nell'opposizione una voglia di declino e di disfattismo".
Il capo del Governo ha criticato l'opposizione anche per le proteste
contro le Riforme Istituzionali che il centrodestra sta varando in
Parlamento.
"Questa riforma alla Costituzione era nel programma della Casa delle
Libertà - ha sottolineato - e se non l'avessimo attuata sarebbe stata la
sinistra per prima ad attaccarci per non aver mantenuto le promesse".
Infine il fondatore di Forza Italia ha lanciato un doppio appello agli
elettori. Ha chiesto ai "moderati" di recarsi in massa alle urne e
all'elettorato più radicale di non votare "Alternativa Sociale", "un
partito che si dichiara orgogliosamente fascista, ma che produce
l'effetto di votare per la sinistra e contro i moderati del
centrodestra".
"Un voto dato al partito della signora Mussolini - ha concluso - non è
un voto per il centrodestra, ma va a vantaggio totale ed esclusivo del
centrosinistra e rischia di far perdere il centrodestra". |