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Intervistato da "Radio 24",
l'ex direttore de L'Unità Furio Colombo si è ieri scagliato contro il
conduttore di "Porta a Porta" Bruno Vespa, rinfacciandogli la sua palese
simpatia per lo schieramento di Silvio Berlusconi.
"Non c'è nessun problema che Vespa sia l'amico, il fiduciario, il
partigiano del presidente del Consiglio, ma lo deve dichiarare
pubblicamente - ha spiegato Colombo - in Italia c'è questo mito del
conduttore di talk show terzo, indipendente, ma in America, ad esempio,
non è così. I conduttori dichiarano le proprie simpatie e poi nelle loro
trasmissioni danno comunque spazio alle opinioni contrarie. Bisogna che
il conduttore di talk show si dichiari. Io, se avessi un talk show, lo
farei per Prodi".
Poco più tardi Vespa ha rispedito al mittente le accuse, accusando il
collega di essere vittima di "una fucina di odio".
"Rimpiango il Colombo di quarant'anni fa - ha affermato - l'inviato
liberal della Rai, e perfino l'uomo Fiat di anni più vicini, la guida
Michelin dell'avvocato Agnelli a New York, generosamente ricambiato con
la presidenza della Fiat Usa e con un posto nel consiglio di
amministrazione di una società della casa torinese alle Bahamas".
Parole che hanno fatto andare su tutte le furie Colombo, che ha
annunciato di voler querelare Vespa per questa "insinuazione volgare,
stupida e infondata".
"Un'insinuazione - ha aggiunto - che non ha nulla a che fare con
l'argomento del dibattito". |