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Massimo D'Alema è
fiducioso per la vittoria in Puglia, Francesco Rutelli è certo che
Calabria e Abruzzo andranno al centrosinistra, Piero Marrazzo è sicuro
di diventare Governatore del Lazio.
Il centrosinistra è decisamente ottimista alla vigilia delle elezioni
Regionali.
Le opposizioni, ha tagliato corto Rutelli, conquisteranno più Regioni della Casa
delle Libertà e complessivamente porteranno a casa anche più voti.
"E' da tempo che sta franando il terreno sotto i piedi della
destra - ha chiarito Piero Fassino - Berlusconi e il suo Governo saranno travolti da uno tsunami elettorale. La gente non ne può più".
Per il numero uno di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti questa
consultazione potrebbe essere "l'inizio della fine" dell'avventura del
Cavaliere.
"Il Polo affida a Berlusconi improbabili tentativi di rimonta nei
consensi, ma il Paese reale è da tutt'altra parte rispetto a quanto
vuole farci credere il capo del Governo - ha spiegato - Berlusconi sa
bene che il voto di domenica prossima potrebbe segnare per lui e per
tutta la coalizione di destra l'inizio della fine e per scongiurare una
più che probabile caduta nei consensi alza i toni e tenta disperatamente
di giocarsi la carta della bassa propaganda".
Il presidente della Quercia Massimo D'Alema, che ritiene quasi scontata
la sconfitta della Casa delle Libertà, pensa già al dopo elezioni
dichiarando che "un Governo in minoranza nel Paese non può esagerare nel
fare riforme non condivise".
Concetti analoghi vengono espressi in queste ore anche da alcuni
esponenti del centrodestra, tra i quali il solito Domenico Fisichella.
"Se le regionali vanno male per il centrodestra, Berlusconi può anche
non dimettersi, invocando il fatto che si tratta di elezioni regionali e
non politiche - ha spiegato ai microfoni di Radio 24 - la maggioranza
sarà però sottoposta a grandi fibrillazioni e per la Casa delle Libertà
sarà più difficile governare il Paese". |