|

L'American civil liberties
union, una delle più note associazioni che negli Stati Uniti combattono
per la tutela dei diritti umani, ha oggi pubblicato un documento che
"incastra" il generale Ricardo Sanchez, comandante in capo delle forze
Usa in Iraq quando scoppiò lo scandalo degli abusi compiuti dai militari
statunitensi ai danni dei prigionieri.
L'alto ufficiale era già stato accusato negli scorsi mesi di aver
autorizzato le torture durante gli interrogatori, ma aveva sempre negato
con forza. L'associazione è però riuscita a far rimuovere il "segreto
militare" ad una direttiva con la quale sono state autorizzate pratiche
di interrogatorio vietate al fine di estorcere informazioni ai detenuti.
In fondo al documento, datato 14 settembre 2003, c'è la firma del
generale.
Un mese dopo, lo stesso Sanchez cancellò il suo ordine su pressione del
Pentagono.
Tra le pratiche previste dalla direttiva del settembre del 2003 anche
l'utilizzo dei cani feroci, la privazione del sonno e l'obbligo di
assumere posizioni scomode o umilianti durante gli interrogatori. Metodi
severamente proibiti dalla Convenzione di Ginevra, ma che per circa un
mese furono autorizzati dal comandante in capo delle forze armate
americane in Iraq. |