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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 31 MARZO 2005
Prodi: "Berlusconi è un rischio per la Democrazia". Bondi: "Vuole la guerra civile"
REDAZIONE

Berlusconi rappresenta "un rischio per la Democrazia del nostro Paese". Lo ha detto, ai microfoni di Radio popolare, il leader del centrosinistra Romano Prodi.
"Siamo ultimi in Europa, il fiato corto, le leggi ad personam, la minaccia sugli equilibri costituzionali e possiamo continuare a lungo. Ma soprattutto segnalo la mancanza di speranza per il futuro da parte dei giovani - ha poi spiegato - dobbiamo essere pacati, sereni ma estremamente duri sui principi perché questa Italia si salva solo con principi forti su questi non possiamo avere compromessi".

L'ex presidente della Commissione europea ha poi parlato delle accuse che gli sono state rivolte dalla Casa delle Libertà nelle ultime settimane, con il presidente del Consiglio impegnato ad evocare il pericolo del comunismo ad ogni occasione.
"Il Paese cambia ma si portano avanti sempre le stesse minacce, si evocano gli stessi terrori - ha spiegato riferendosi alle precedenti campagne elettorali - però, adagio, adagio, c'è un'opinione pubblica sempre più consapevole e Forza Italia, il partito che ha meno radici, tra quelli del Polo, ha ormai il fiato corto".

Prodi ha anche commentato la teoria secondo la quale la campagna elettorale del centrosinistra, e la sua in particolare, viaggia su toni troppo forti.
"Sono stato rimproverato sempre dell'opposto che non la ferocia o la lotta - ha osservato - da qualche settimana, si vede che i sondaggi vanno male, ma preferisco non dare interpretazioni, si cerca di dare di me un'immagine completamente diversa da quella che è".

Interpellato a proposito delle imminenti elezioni Regionali, il numero uno dell'Unione si è detto fiducioso. Ha spiegato che conquistare sette Regioni su quattordici (attualmente otto sono Governate dalla Casa delle Libertà), sarebbe "già una vittoria"
"Credo - ha concluso - che si stiano preparando le condizioni anche per avere un buon successo in termini di numero assoluto di voti".

L'intervista del leader del centrosinistra ha avuto effetti devastanti sul forzista Sandro Bondi, che ha replicato accusandolo di volere la guerra civile.
"Il signor Romano Prodi - ha tuonato l'esponente azzurro - introduce e fomenta una guerra civile di carattere ideologico nella società italiana di cui si assume la piena responsabilità di fronte al popolo italiano".

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