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"Il nostro gruppo alla Camera ritiene
opportuno mantenere il calendario stabilito
e non anticipare la discussione della pdl".
Con queste parole il segretario dell'Udc
Lorenzo Cesa ha oggi annunciato che il suo
partito non ha alcuna intenzione di
appoggiare il progetto di Forza Italia di
modificare il calendario dei lavori
parlamentari inserendo al primo posto
dell'ordine del giorno la votazione sulla
legge ex-Cirielli.
Una presa di posizione - quella dei
cattolici della maggioranza - che ha fatto
tirare un sospiro di sollievo all'Unione,
che oggi era insorta all'unisono di fronte
al tentativo del partito del premier Silvio
Berlusconi di far passare davanti a tutto (a
cominciare dall'importante dibattito
sull'agricoltura) la votazione sulla
normativa che - riducendo i termini di
prescrizione di alcuni reati - salverà di
fatto il parlamentare Cesare Previti dalla
galera.
"Stento a credere, anche se ne abbiamo già
viste di tutti i colori, che la Casa delle
Libertà, pur di portare a casa la
salva-Previti, decida di far decadere il
decreto che interessa la gran parte degli
agricoltori - aveva tuonato il dielle
Pierluigi Castagnetti - se lo facesse
sarebbe un ulteriore segno della sua
avidità".
Sulla stessa lunghezza d'onda si era
espresso anche Franco Monaco, anche lui
della Margherita, il quale aveva promesso
"opposizione durissima": "L'agenda politica
è fitta di questioni di bruciante attualità
- aveva aggiunto - ma evidentemente la sorte
giudiziaria di Previti ha il primato su
tutto".
"Lavoreremo perché ciò che accade nell'aula
di Montecitorio venga conosciuto dai
cittadini - gli aveva fatto eco la diessina
Anna Finocchiaro - il Paese avrà un elemento
in più per capire cosa e chi interessa alla
Casa delle Libertà". |