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"Una legge accusata di essere ad personam si
è trasformata in una legge contra personam
unam". Così il parlamentare di Forza Italia
Cesare Previti, intervenendo ieri alla
Camera dei Deputati, ha parlato
dell'emendamento presentato dall'Udc per
modificare la legge ex Cirielli, quella che
- riducendo i termini della prescrizione per
alcuni reati - avrebbe dovuto salvarlo dalla
galera. Ma la modifica proposta dal partito
centrista, e poi sposata - per forza di cose
- dall'intera maggioranza, ha escluso dal
provvedimento i processi che si trovano già
in Appello o in Cassazione, lasciando il
deputato azzurro nei guai.
"Questa legge cercava di dare certezza alla
pena e ai tempi di prescrizione dei reati -
ha attaccato Previti - ma, poiché avrebbe
potuto riguardare anche me, per
l'opposizione si è trasformata nella
peggiore delle leggi possibili".
Previti ha quindi proposto polemicamente di
eliminare "gli arresti domiciliari per chi
ha più di settant'anni" ripristinando il
carcere, "in modo che nessuno osi sospettare
che Cesare Previti si sia venduto".
"Se sarà necessario - ha aggiunto -
continuerò a combattere la mia battaglia dal
carcere".
L'ex ministro non ha inoltre rinunciato a
scagliarsi contro la Magistratura, ribadendo
la propria "sfiducia in un sistema che usa
la discrezionalità per colpire dove vuole e
non dove deve".
"Sono convinto che la mia innocenza sarà
riconosciuta nel merito - ha concluso - però
lasciate stare il mio nome". |