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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 29 NOVEMBRE 2005
La destra crolla sei volte sulla ex Cirielli. Di Pietro: "Sono allo sbando"

REDAZIONE

Se la Salva-Previti non serve più a salvare Previti non vi è alcun motivo di presentarsi in aula. Forse è stato questo il ragionamento che ha spinto decine di parlamentari della Casa delle Libertà a non recarsi questa mattina a Palazzo Madama per le votazioni relative alla ex Cirielli. Oggi la seduta è stata sospesa per ben sei volte per la mancanza del numero legale. E' stato il centrosinistra, vedendo le tante assenze tra gli scranni della Casa delle Libertà, a chiedere al presidente di verificare il numero legale. E il presidente, dopo il sesto ko della maggioranza, ha gettato la spugna ed ha rinviato la seduta a questo pomeriggio.
"Gli assenti arriveranno nel pomeriggio, non c'è motivo per sospendere il voto", ha affermato l'aennino Luigi Bobbio, mentre il leghista Francesco Moro ha tentato di minimizzare l'accaduto spiegando che "il martedì mattina normalmente non si vota al Senato e ci sono diverse riunioni di partito".
"I segnali che arrivano dal Senato sono di una maggioranza allo sbando che, alla fine del proprio mandato, sta dando gli ultimi colpi di coda di un Governo che è stato capace di produrre solo leggi ad personam e disastri per tutto il paese, economici, giudiziari e politici - ha dichiarato Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori - il problema della giustizia in Italia non si risolve diminuendo i tempi di prescrizione per gli incensurati e aumentandoli invece per i recidivi. La congestione processuale si smaltisce solo attraverso la riduzione dei tempi e delle lungaggini dei processi stessi, per mettere prima di tutto i giudici nelle condizioni di poter far emergere la realtà reale, che sia il più vicina possibile alla realtà processuale. Per questo questa legge è profondamente sbagliata, non solo nella procedura pratica, ma anche e soprattutto nel merito. Questa - è una legge profondamente ingiusta, che va a favorire alcuni per sfavorire molti, a partire dalle classi più povere".

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