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"Sento da parte di strani magistrati delle
cose che non stanno né in cielo né in terra,
gente che non capisce nulla di statistica
però trancia giudizi, impartisce lezioni".
Lo ha affermato ieri il ministro della
Giustizia Roberto Castelli, deciso a
difendere i dati relativi agli effetti della
cosiddetta legge "Salva-Previti" sui
processi in corso trasmessi dal suo
ministero al Quirinale e a Montecitorio.
"Gli unici dati attendibili sono quelli che
ho dato io - ha tagliato corto - chiaramente
tenendo presente quali erano i margini di
errore, che sono molto alti".
Dichiarazioni che hanno ovviamente fatto
insorgere il centrosinistra. Il dielle
Franco Monaco ha sottolineato che "ai
magistrati che chiedono civilmente di fare
chiarezza sulle conseguenze della ex
Cirielli, il Guardasigilli replica,
incurante del ridicolo, con la sua abituale
sfacciataggine, che essi non capiscono
niente di statistiche".
"Una cosa grottesca sulle labbra di un
ministro della Giustizia che manifestamente
non capisce nulla di giustizia - ha aggiunto
- cosa decisamente più allarmante".
Sulla stessa lunghezza d'onda si sono
espressi poco più tardi anche i diessini
Anna Finocchiaro e Giovanni Kessler, i quali
hanno fatto notare che "i dati statistici
trasmessi dal ministro sono parziali,
inattendibili e ambigui".
"Il campione si riferisce solo ai
procedimenti presso le Corti d'Appello.
Mancano del tutto i dati relativi ai
procedimenti pendenti in Cassazione sui
quali l'impatto della prescrizione sarà più
significativo - hanno spiegato - non è poi
dato sapere con esattezza su quali reati è
stata effettuata la simulazione, ma appaiono
chiare due cose: che si sia scelto di
prendere a riferimento in larga maggioranza
reati che non subiscono effetti dalla
salva-Previti e che sia stato
significatamene escluso dal calcolo il reato
di corruzione". |