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E' un giorno storico per Cuba e per gli
Stati Uniti. Il numero uno de
L'Avana Fidel Castro ha accettato gli aiuti
offerti dagli americani dopo il tragico
passaggio dell'uragano Wilma, che ha
letteralmente messo in ginocchio l'isola.
Il Dipartimento di stato Usa non ha nascosto
il proprio stupore: "È la prima volta che
accettano una nostra offerta di aiuti - ha
affermato il portavoce Sean McCormack -
almeno nella memoria collettiva di tutto il
personale che lavora attualmente nel
Dipartimento".
Negli anni passati gli americani avevano
sempre messo a disposizione di Cuba gli
aiuti che generalmente vengono offerti da
Washington a tutti i paesi colpiti da
calamità. Ma, puntualmente, Castro aveva
sempre rifiutato. Lo scorso anno (più
precisamente nell'agosto del 2004), dopo il
passaggio dell'uragano Charley, il dittatore
aveva respinto con sdegno l'offerta della
Casa Bianca: "Tenetevi la vostra umiliante
elemosina - si leggeva in un comunicato
ufficiale - il popolo ed il Governo cubani
considerano quest'offerta assolutamente
inaccettabile dal momento che disconosce
impudicamente i danni causati dalla guerra
economica condotta da più di quarant’anni
contro il nostro paese dalle amministrazioni
Usa che si sono succedute in questo
periodo".
Qualche settimana fa la situazione si era
invece rovesciata. Gli aiuti erano stati
promessi dall'Avana, che avrebbe voluto così
prestare soccorso alle migliaia di persone
messe in gravissime difficoltà dal passaggio
in territorio statunitense dell'uragano
Katrina.
"Castro farebbe meglio ad offrire la libertà
al suo popolo - era stata la replica della
Casa Bianca - piuttosto che offrire aiuti
agli Stati Uniti". |