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Il presidente cubano Fidel Castro non ha
potuto nascondere la propria indignazione
per il rifiuto, da parte delle autorità
americane, degli aiuti che le autorità de
L'Avana avrebbero voluto mandare agli Stati
Uniti dopo il devastante passaggio
dell'uragano Katrina.
"La nostra proposta non aveva nulla di
strano. Nessuno può pensare che si tratti di
un'offesa o di un'umiliazione - ha tuonato
il dittatore - quello degli americani è un
falso orgoglio".
All'indomani della tragedia Cuba aveva reso
noto che avrebbe messo "immediatamente" a
disposizione dello storico nemico "oltre
millecinquecento medici e diverse tonnellate
di medicinali", un atto di generosità
assolutamente "non politico" e non legato ad
una richiesta di interruzione dell'embargo
che da decenni strangola l'economia
dell'isola. Insomma, un aiuto "senza
condizioni".
Ma, qualche giorno dopo, la Casa Bianca
decise di respingere l'offerta: "Castro
farebbe meglio ad offrire la libertà al suo
popolo piuttosto che aiuti agli Stati
Uniti". |