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Mandare in carcere le prostitute allo scopo
di liberare le strade. Questo l'obiettivo
dell'emendamento presentato dal forzista
Gaetano Pecorella e già approvato nella
serata di ieri in Commissione Giustizia
della Camera.
Se il provvedimento sarà trasformato in
legge dello Stato, le prostitute che
verranno colte in fragrante a lavorare in
luogo pubblico o aperto al pubblico saranno
immediatamente arrestate e rischieranno la
condanna fino a sei mesi di carcere.
"Si tratta di un altro passo verso
un'illiberale cultura proibizionista - ha
tuonato il diessino Franco Grillini - ancora
una volta l'ipocrisia e la sessuofobia della
destra si afferma anche nella legislazione a
totale dispetto del nome Casa delle
libertà".
Durissimo anche il commento di Anna
Finocchiaro, anche lei esponente della
Quercia, per la quale con questo
provvedimento "le donne schiavizzate saranno
costrette a vendere il proprio corpo in
luoghi nei quali nessun controllo potrà
essere effettuato".
"Ciò significa - ha concluso - che la tratta
di persone e la loro eventuale punizione
fisica fino alla morte, rimarrà ancor più
impunito perché nessuno lo potrà vedere".
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