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La denuncia del quotidiano americano
"New York Times" era fondata, ieri le
Nazioni Unite hanno confermato che nel
corso della "guerra di agosto" Israele
ha lanciato bombe a grappolo su almeno
285 siti sud-libanesi. La notizia ha
suscitato grande imbarazzo a Washington
per almeno due motivi. Tanto per
cominciare è stato scoperto che si
tratta di bombe statunitensi (anche se
gli americani non forniscono più bombe a
grappolo allo stato ebraico dai tempi
dell'Amministrazione Reagan). In secondo
luogo le leggi Usa obbligano il Governo
a varare delle sanzioni verso i paesi
che fanno uso di quel tipo di ordigni
contro i civili (cosa che ovviamente
l'Amministrazione Bush non ha alcuna
intenzione di fare). Per il momento il
Dipartimento di Stato Usa si è limitato
ad aprire un'inchiesta.
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