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Con
un colpo di penna la Corte di Cassazione
ieri sera ha cancellato dieci anni di
processo Sme. La Sesta Sezione penale ha
infatti annullato le sentenze di I e II
grado ed ha ordinato il trasferimento
del processo a Perugia, in quanto la
procura di Milano era incompetente ad
istruire il processo. Una decisione, che
ha di fatto messo al riparo gli imputati
da una eventuale condanna, perché la
prescrizione arriverà ben prima del
verdetto definitivo.
Tra gli imputati, come è noto, c’è anche
il parlamentare di Forza Italia Cesare
Previti, il quale in secondo grado era
stato punito con cinque anni di
reclusione.
Inutile dire che per la Casa delle
Libertà la decisione dei Supremi Giudici
si è trasformata in un’occasione per
attaccare nuovamente la Magistratura di
Milano.
“La sentenza della Cassazione conferma
tutti i pesantissimi dubbi che abbiamo
sempre avuto sulla condotta della
magistratura milanese”, ha tuonato
Sandro Bondi, mentre per Fabrizio
Cicchitto “si conferma quanto Forza
Italia denuncia da dieci anni".
"Previti sta combattendo da anni contro
un teorema giudiziario – ha rincarato la
dose Francesco Giro - la nostra speranza
è che un giorno l'amico Cesare venga
liberato da questo incubo".
Critiche alle Toghe meneghine sono
arrivate però anche dal centrosinistra.
Per il dielle Pierluigi Mantini i
Giudici di Milano “dovranno riflettere a
lungo”.
“Sulla base del solo verdetto – ha
aggiunto - si può però ammettere che la
difesa di Previti aveva ragione ed
obiettivamente il lungo e clamoroso
processo è stato istruito per nulla".
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