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Stavolta
chiudere la settimana senza essersi
accertati che Silvio si sia pienamente
rimesso in sesto per la manifestazione
di sabato 2 dicembre, non si può.
Massima l’attenzione per lo stato di
salute del Gladiatore della Casa delle
Libertà. La partita senza di lui,
sarebbe come un derby romano senza Totti.
Non ci sarebbe nemmeno il divertimento
dello sfottò, ma il nostro Gladiatore
con una lauta dose di vitamine è pronto
a scendere nella rossa piazza S.
Giovanni, palco storico della sinistra e
dei concerti delle sigle sindacali. E’
con i suoi, anche se manca Casini che ha
scelto di andare a coccolare i suoi
fedelissimi di Palermo, perché lui si,
che si sente il vero rivoluzionario,
l’alternativa concreta a questa sinistra
radicale ed estrema. In fondo come
dargli torto? Con un nome così chi non
si sentirebbe un po’ il Che Guevara
della situazione. Manca solo il sigaro,
la coppola ha promesso che gliela presta
Cuffaro, il vasa vasa.
Una destra che si divide. Proprio come
la sinistra. Una destra che scende in
piazza. Proprio come la sinistra. Una
destra sceglie piazza San Giovanni per
farlo. Proprio come la sinistra. Un
leader settantenne a destra. Proprio
come a sinistra. Una destra che litiga.
Proprio come la sinistra.
Ma non sarà che alla fine sono tutti
uguali? Che anche la piazza è diventata
un’arringa anche della destra, proprio
di quella stessa parte politica che ci
aveva sempre dimostrato il proprio
dissenso in modo molto borghese, magari
scendendo in qualche salotto televisivo,
al massimo.
Comunque c’è da dirlo, nei gadgets sono
molto più bravi quelli di destra. Prodi
e Compagnia per favore prendano
provvedimenti, che alla prossima
manifestazione anche io voglio indossare
la maglietta.
Per chi volesse fare un regalo di Natale
o semplicemente trarre ispirazione:
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