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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 9 DICEMBRE 2006
Casini e la politica senza popolo
Tommaso Merlo

Nella piroetta politica di Casini c'è tutta la politica di oggi. C'è l'assenza di idee che costringe la classe dirigenze a riproporre ricette accantonate dalla storia come la DC. C'è l'incoerenza e l'opportunismo di un partito come l'Udc che dopo cinque terribili anni di governo, abbandona la Cdl quando ha capito che non riesce a cacciare Berlusconi. C'è l'irresponsabilità verso gli elettori che hanno eletto Casini con la Cdl e dopo pochi mesi lo vedono fare le valigie. C'è l'arroganza della gerontocrazia, cioè delle schiere di dinosauri ex DC che manovrano l'uomo immagine Casini. C'è la tecnocrazia che progetta cartelli elettorali nel palazzo e li piazza sul mercato elettorale. C'è tutto, insomma, tranne il popolo. Per la politica alla Casini il popolo c'entra solo il giorno delle elezioni, quando c'è da mettere la crocetta. I cittadini sono cioè percentuali sul mercato elettorale.

 

L'elettore-consumatore va consultato con i sondaggi, e alla fine conta proporgli un prodotto ben confezionato, scuola Berlusconi per intenderci. Per cui i cittadini si devono affidare alla benevolenza della classe dirigente sperando che dal carisma, dalle promesse, e dalle belle parole, possa venir fuori qualcosa di buono anche per loro. Non contano le idee e gli ideali, non contano i fatti, conta solo lo scontro elitario per la conquista del potere mascherato con la propaganda ipocrita. Lo stesso progetto della nuova DC non si basa su importanti contenuti politici o divergenze ideali che spaccano la classe dirigente. Non si basa nemmeno su un momento storico particolare, o su nuove tematiche sociali. Niente di tutto questo. La piroetta di Casini è una semplice operazione tecnocratica attraverso la quale lui, e la sua lobby, si riposizionano per ottenere maggiore visibilità, influenza e quindi potere. Tutto qui. Dalla piroetta in poi, i politologi fanno ipotesi sui futuri assetti del panorama politico italiano: la nascita di tre poli, e i suoi effetti a destra e a sinistra. Nessun scenario ipotizzato, contempla però il volere del popolo. E chissà che a furia di essere ignorato, sarà proprio il popolo a ridisegnare la politica. E riprendersi il posto che gli spetta.

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