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Con
l'onorevole uscita di scena del capo del
Sismi Niccolò Pollari, promosso
consigliere di Stato a disposizione
della presidenza del Consiglio per
"incarichi speciali" mentre in
contemporanea venivano sostituiti anche
i vertici del Sisde e del Cesis,
dall'Agenda politica e della prime
pagine dei giornali sono spariti gli
scandali. Ciò nonostante dieci giorni fa
la Procura di Milano abbia chiesto, per
il sequestro di Abu Omar, il rinvio a
giudizio di 5 funzionari del Sismi,
Pollari compreso, di un ex carabiniere
del Ros e di 26 agenti della Cia e, con
l'accusa di favoreggiamento, di altri
due funzionari del servizio segreto
militare e del vicedirettore di Libero
Farina alias agente "Betulla";
nonostante le indagini permettano ogni
giorno di comporre l'inquietante mosaico
di intrecci tra la "Security" di Telecom
e i vertici del Sismi, sui quali
continuano a pesare come macigni le
gravissime scoperte fatte dagli
inquirenti nell'ufficio di Via Nazionale
di Pio Pompa: i dossier-patacca contro
Prodi propogati da appositi giornalisti
prezzolati, le investigazioni e i
dossier riguardanti cronisti, politici,
magistrati e persino il capo della
Polizia Gianni De Gennaro, infine la
lista di magistrati e politici
considerati facenti parte di una
"struttura nemica" del governo
Berlusconi da "disarticolare" anche
ricorrendo "ad azioni traumatiche".
Certo, quando viene arrestato il capo
divisione anti-terrorismo Mancini con
l'accusa di aver venduto in cambio di
tangenti informazioni riservatissime
all'investigatore privato Cipriani, e
soprattutto di essere fra gli
"organizzatori promotori" della banda di
spioni organizzata dallo stesso Cipriani
e dal capo della Sicurezza di Telecom
Giuliano Tavaroli, i cronisti raccontano
e decodificano quanto possibile per i
lettori. Ma l'indomani politica e
informazione rinunciano
all'approfondimento, lasciando gli
elementi frazionati e scollegati, come
se la commistione tra il numero 2 del
Sismi e i due investigatori fosse
l'affare privato di una triade
spionistica. Fu lo stesso meccanismo a
spazzare via dalle prime pagine la
presentazione al Copaco della venti
pagine trovate nell'ufficio di Pio
Pompa, una lista di magistrati (da Salvi
a Colombo, da Bruti Liberati a Caselli)
e politici(da Violante a Brutti)
considerati nemici dell'allora governo
Berlusconi, e perciò da "neutralizzare",
"disarticolare" anche ricorrendo ad
"azioni traumatiche". Parole
terrificanti che andavano
contestualizzate con gli attacchi
martellanti di questi anni contro i
magistrati che hanno osato indagare e
far condannare politici e potenti
colpevoli di gravissimi reati, dipinti
come martiri da apposite campagne di
disinformazione, mentre in Parlamento si
approvavano leggi per aumentare a
dismisura le guarentigie degli imputati
eccellenti e per depotenziare gli
strumenti d'indagine di magistrati e
forze dell'ordine, persino una legge
contra personam votata dal centrodestra
per impedire al Csm di votare Giancarlo
Caselli come Procuratore Nazionale
Antimafia. Il dibattito su questo
scandalo è stato occultato dagli
strepiti per lo spionaggio fiscale ai
danni dei poveri Vip, polverone
utilizzato dagli appositi Porta a Porta
anche per attaccare- creando falsi
collegamenti- le intercettazioni legali
e i nuovi sacrosanti controlli
anti-evasione voluti da Visco. La
questione degli accessi illeciti
nell'anagrafe tributaria, poi, è solo
l'ultimo anello della catena dello
spionaggio illegale organizzato dal capo
della "Sicurezza Telecom" Tavaroli e
dall'investigatore privato Cipriani,
accusati di corrompere pubblici
ufficiali per ottenere dati riservati di
Viminale, Ministero della Giustizia, e
appunto dell'Agenzia delle Entrate(oltrechè
di banche private)utilizzabili, in
teoria, per i fini più disparati. Ora
dalle indagini sull'archivio di
Cipriani- in cui sono schedati oltre
1300 dipendenti Telecom e centinaia di
politici ed imprenditori- e grazie alla
sua confessione sui pagamenti a Mancini
in cambio di informazioni riservatissime
anche a livello internazionale,
"patrimonio di conoscenza che dovrebbe
essere circoscritto ad apparati
istituzionali" , viene a galla la
simbiosi innaturale tra la Sicurezza
Telecom e i vertici del Sismi, in un
collegamento a doppio filo: "Non c'era
solo un passaggio di notizie da Mancini
a Cipriani e poi a Tavaroli, ma esisteva
anche una sorta di flusso di ritorno" si
legge nell'ordinanza di custodia
cautelare del Gip Gennari. Non solo: il
capodivisione del controspionaggio,
numero 2 del servizio segreto militare,
è considerato a pieno titolo tra "gli
organizzatori promotori
dell''associazione a delinquere"
contestata a Cipriani, Tavaroli ed
all'ex 007 del Sisde Marco Bernardini i
cui fini dovranno essere chiariti nel
proseguio delle indagini. I vertici del
Sismi sono anche sotto accusa per il
sequestro di Abu Omar, per il
confezionamento di dossier-calunnia
contro Prodi(accusato ingiustamente di
aver autorizzato i voli illegali della
Cia da presidente della Commissione
europea, cosi come dalle mani del Sismi
era passato anche il dossier su Telekom
Serbia) propagati da appositi
giornalisti prezzolati, per l'attività
di investigazioni e dossieraggio su
giornalisti, magistrati e sul capo della
Polizia De Gennaro, e per gli elenchi
sui nemici "da disarticolare anche con
azioni traumatiche".
Eppure, tranne i migliori cronisti
giudiziari, nessuno affonda le mani
nella palude.
Se il centrodestra, bofonchiato
pavlovianamente qualche critica per la
scelta dei successori non bipartisan,
ora tace tremebondo, il Ministro della
Giustizia Mastella si comporta
esattamente come il suo predecessore
bloccando la richiesta di estradizione
per gli agenti della Cia, si sono perse
le tracce della proposta di istituire
una Commissione parlamentare ed il
governo continua ad opporre il segreto
di Stato sulla vicenda Abu Omar e
connessi, consentendo agli accusati di
evocare presunte carte che li
scagionerebbero e lasciando pesanti
sospetti non solo su quanto decise
l'esecutivo Berlusconi, ma anche su cosa
sappiano membri dell'attuale governo. Il
solito silenzio opaco di una politica
priva di anticorpi, incapace di fare
pulizia per la non volontà dei molti e
la scarsa forza dei pochi. Nessuna
sorpresa dunque per la promozione di
Pollari a neoconsigliere di Stato: se
non è possibile allontanare alcun
indagato, imputato e persino condannato
con sentenza definitiva anche per reati
gravissimi, perchè il capo del Sismi
avrebbe dovuto fare eccezione?
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