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La
mancata pronuncia del Tribunale Civile
ha disatteso le aspettative di chi
confidava in un bagliore della scienza
giuridica nel pantano delle opinioni
parlamentari. I giudici hanno rimandato
il verdetto alla prossima settimana,
scatenando un passaparola che porterà i
Radicali italiani ad incontrarsi per una
fiaccolata in sostegno di Piergiorgio
Welby, le cui condizioni si aggravano
giorno per giorno, prolungandone
l’agonia. I Radicali Italiani e molte
associazioni che in queste ore stanno
aderendo all’appello lanciato
dall’associazione Luca Concioni, si
incontreranno sabato 16 dicembre alle 21
in Piazza del Campidoglio.
In un sabato pre-natalizio, nella città
del Papa, delle persone si incontreranno
per chiedere a gran voce il rispetto
della volontà di Piero, come lo chiamano
in associazione. Un appello quello dei
Radicali che non chiama all’adunata, ma
ad una espansione del “progetto” in
tutte le città che vorranno aderire. In
queste ore si stanno organizzando altre
fiaccolate per sabato in tutta Italia.
L’elenco completo è su
www.lucacoscioni.it
Parlare a
Natale di eutanasia sembra quasi un
controsenso, una spinta ribelle al
buonismo, ai presepi e tutti gli
addobbi. Parlare a Natale di eutanasia,
è la riflessione concreta di chi non si
ferma ad un vestito rosso per evitare di
vedere che il mondo sta andando da
un’altra parte.
I due rami del parlamento si sono
impallati nelle manovre finanziarie ed i
maxi emendamenti, motivo (o scusa?) per
cui l’appello lanciato da Welby poco più
di un mese fa, è rimasto prendere
polvere su qualche bel tavolo e lui
sempre lì ad aspettare. Ma è merito di
Welby se adesso in Italia esiste
l’eutanasia? “No, la difficoltà di Piero
è quella di aver sollevato una questione
che viveva nella clandestinità. In
Italia l’eutanasia c’è sempre stata, ma
staccare una macchina in silenzio non
serve a porre una questione politica”.
Così rispondono dall’associazione Luca
Coscioni. Queste parole fanno emergere
quale sia il vero motivo di una
richiesta così insistente, di una
continua pressione ai nostri politici
che continuano a dimostrarsi totalmente
scollegati dai problemi reali della
società civile.
A causa di questa de contestualizzazione
della politica dalla realtà centinaia di
persone praticano in clandestinità ciò
che la legge vieta: morire con dignità.
Welby con le sue lettere richiede un
impegno, non per la risoluzione di un
caso singolo, ma per una legge che possa
dare una concreta possibilità di scelta
a tanti che si trovano e si troveranno
in condizioni simili alle sue.
Insomma Welby ed i Radicali non stanno
combattendo una battaglia singola, ma
richiedono che in Italia la volontà del
malato sia rispettata fino in fondo.
E come diceva qualche giorno fa
l’oncologo Umberto Veronesi “l’assenza
di regole è la peggior regola”.
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