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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 30 DICEMBRE 2006
Bilancio sulla Giustizia 2006
gabriele vecchione

Tutto è in questa frase di Gerardo D’Ambrosio: “ci aspettavamo tutti che con il centrosinistra cambiasse qualcosa. Tutti avevamo questa speranza ed invece niente. Mastella poi non lo voleva neppure il ministero della Giustizia”.

L’ultima legge vergogna
Il 2006 si apre con l’ultima legge ad personam, la legge Pecorella (n. 41/2006), dal nome dell’autore. Egli è allo stesso tempo avvocato difensore di Berlusconi nel processo Sme, deputato e presidente della Commissione Giustizia. La legge prevede che in caso di assoluzione dell'imputato, il Pm non può ricorrere in appello, ma solo in Cassazione. L'imputato invece, se condannato, può ricorrere in Appello e in Cassazione. Spiega Beppe Grillo: "Per capirci, pensiamo ad una partita di calcio fra la squadra della Boccassini e la squadra di Previti. Se alla fine del primo tempo vince la Boccassini, Previti può giocare il secondo tempo e i tempi supplementari. Se invece nel primo tempo vince Previti, per rifarsi la Boccassini avrà solo i supplementari, niente secondo tempo". Berlusconi era da poco stato assolto in I grado nel processo Sme che, grazie a questa legge, si chiude così.

 

L’indulto
Il 29 luglio 2006 va in onda la vergogna. Tanto si è detto e tanto ancora si dirà. Ricordiamo solo che erano previste massimo 15 mila scarcerazioni, e 30 mila detenuti sono tornati in libertà. Che doveva essere fatto per svuotare i penitenziari, ricolmi fino a violare alcuni diritti umani, ed è stato invece approvato per, come dice Luca Ricolfi, “togliere un po’ di castagne sul fuoco” a qualche grande nome. Berlusconi, Dell’Utri, Previti, tutto il clan di Calciopoli (tra cui gli “amici” Moggi e Della Valle), tutta la banda Bancopoli (Ricucci, Fazio, Gnutti, Consorte, Sacchetti, Billè, Fiorani), e poi Cragnotti, Tanzi, Vittorio Emanuele e un pugno di politici: Sottile, Matteoli, Storace, Alemanno (An), Caruso, Farina (Prc), Fitto (Fi), Cesa, Cuffaro (Udc). Un’autoassoluzione preventiva nata da un inciucio grosso quanto una casa.

Le intercettazioni
Due provvedimenti demenziali, un decreto legge e un disegno di legge. Il decreto impedisce che i documenti provenienti da dossieraggi e intercettazioni illegali vengano usati in alcun modo. Devono essere distrutti. Cesare Salvi giustamente afferma: “se nelle intercettazioni ci fosse un colloquio tra Riina e provengano che spiega tutta la struttura di Cosa Nostra, i magistrati non dovrebbero tenerne conto?” Inoltre con la loro distruzione, gli intercettati illegalmente non possono neanche fare causa a chi li ha intercettati. Dovevano essere lasciati in un archivio segreto, col divieto di farne delle copie e con l’obbligo di prenderne visione solo nel luogo dove sarebbero stati custoditi.

Il ddl prevede che le intercettazioni devono durare solo 3 mesi, eccetto che per mafia e terrorismo. Nessuno dei noti traffichini di oggi, da Fiorani a Vittorio Emanuele, sarebbe stato scoperto. I giornalisti, e non gli editori (maggiore inibizione), se pubblicheranno le intercettazioni prima della fine delle indagini, saranno costretti a pagare salatissime multe. I nomi dei personaggi non indagati non potranno essere pubblicati. Casomai Consorte si sognasse ancora di parlare con Fassino. Ora parlerà con un omissis. Un potente freno a mano per questo sistema investigativo, una prevenzione cautelativa.

La Riforma Castelli
“Non sono un bulldozer e la legge Castelli è tutt’altro che da buttare. Anzi, è una buona base di discussione” (Mastella, “Il Giornale”, 3 settembre 2006). Talmente buona come base che non ne ha abolito neanche un punto, come il centrosinistra aveva promesso. Rimandata al 31 luglio 2007 la separazione delle funzioni, tutto rimane pressoché uguale (compresa la titolarità esclusiva dell'azione penale assegnata al procuratore capo), eccetto alcune norme sugli aspetti disciplinari.

Leggi ad personam

Nihil novi sub sole
: sono ancora tutte in vigore.

Il conflitto d’interessi
“Ci tengo a far sapere che ho già tranquillizzato Confalonieri”; “Penso sia un errore madornale proporre il tema adesso (…) è da masochisti. Perché tirare un tale schiaffo all’opposizione?”; “non si possono mettere le dita negli occhi dell’avversario”; “è idiotismo politico” (ibidem). “Ho un messaggio per Berlusconi: puoi essere tu a portare la questione del conflitto d’interessi in Parlamento” (“Avvenire”, 3 settembre 2006). Così il Guardasigilli la pensa sul conflitto d’interessi.

Riforma della giustizia prossima ventura
“Voglio farla come per l’indulto, con intese più larghe possibili” (“Il Giornale”, 3 settembre 2006).

Amen.

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un dovere civile
Gabriele Vecchione

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