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Saddam
Hussein è stato impiccato questa mattina
all'alba nella sede dei servizi segreti
iracheni. Era stato condannato per
crimini contro l'umanità dal Tribunale
speciale di Baghdad (sentenza poi
confermata in Appello e ratificata
dall'Ufficio di presidenza irachena).
Secondo quanto hanno riferito alcuni
testimoni, sul volto del condannato si
poteva leggere il terrore, ma ciò
nonostante l'ex rais si è sforzato di
mostrare coraggio fino alla fine e non
ha opposto resistenza. Le sue ultime
parole sono state un appello all'unità
rivolto al popolo iracheno.
L'esecuzione è stata comunque ripresa da
alcune telecamere e le immagini sono
state trasmesse dalle televisioni arabe.
Migliaia di persone sono scese in piazza
in Iraq per festeggiare la sua morte.
Nella roccaforte sunnita Falluja, però,
si sono registrati scontri tra i
sostenitori dell'ex dittatore e le forze
di sicurezza.
La
notizia del decesso è stata prima
fornita dalla televisione di Stato
irachena, poi è stata confermata
dall'Esecutivo di Baghdad.
"L'esecuzione del criminale è stata
eseguita - ha commentato il premier al
Maliki - giustizia è stata fatta in nome
del popolo iracheno".
E' ancora mistero sulle modalità della
sepoltura dell'ex rais. Il suo corpo
potrebbe riposare in un luogo segreto in
Iraq oppure potrebbe essere portato
all'estero dalla famiglia.
Le reazioni della comunità
internazionale non sono state per niente
unanimi. Se per la Casa Bianca
"giustizia è fatta", per l'Unione
europea l'esecuzione di Saddam "porterà
odio verso l'Occidente".
"Il governo britannico non sostiene al
pena di morte, in Iraq o altrove, e
auspica la messa al bando delle sentenze
capitali, indipendentemente dal reato e
dall'individuo responsabile - si legge
in una nota dell'Esecutivo di Londra -
abbiamo reso chiara la nostra
opposizione alle autorità irachene, ma
rispettiamo la loro decisione in quanto
decisione di uno Stato sovrano".
Il Vaticano ha invece parlato di
"notizia tragica, motivo di tristezza
anche se si tratta di una persona che si
è resa colpevole di gravi delitti".
"L'esecuzione di Saddam è un esempio di
quella giustizia che negò alle vittime
del suo regime brutale - ha dichiarato
il presidente degli Stati Uniti George
W. Bush - questa morte segna la fine di
un anno difficile per il popolo iracheno
e per le nostre truppe".
Paradossalmente, sulla stessa lunghezza
d'onda si è espresso soltanto l'Iran,
che ha definito l'impiccagione di
Hussein "una vittoria per il popolo
iracheno".
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