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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 30 DICEMBRE 2006
Il regime del denaro
Tommaso Merlo

Il persistere del malaffare ai vertici delle istituzioni economiche e politiche non è certo riconducile alla sola disonestà dei singoli. Se lo fosse, sarebbe un fenomeno limitato e sporadico invece che una persistente via crucis dell'immoralità. Il malaffare in politica cresce parallelamente alla sua impotenza, inconcludenza e lontananza dalla società. Un processo perverso ai danni dei cittadini, e della stessa democrazia. Tale processo si genera quando i potentati economici e non, vittime della competizione esasperata, violano la legge per imporre i loro interessi. Tali poteri soffrono i lacci della legge e cercano di imporsi su di essa. Per far questo hanno bisogno dell'appoggio politico che comprano facilmente, o assoldando apertamente singoli deputati come negli Stati Uniti, oppure
finanziando occultamente o meno singoli partiti come succede anche da noi. E una volta comprata la politica, tali poteri possono influenzare dall'interno il percorso legislativo, e quindi il potere politico, a loro vantaggio.

 

I costi della politica, ed in particolare i costi folli delle campagne elettorali, sono il punto debole su cui gli interessi privati riescono ad incunearsi. Ma c'e' di più, la deriva morale si deve anche al mutamento di valori a livello individuale. Nel capitalismo avanzato le logiche di mercato hanno infatti raggiunto livelli di esasperazione tali da spingere gli attori ben oltre i limiti perfino della legalità. Oggi la legge di mercato si è ridotta alla legge del più forte: conta solo chi vince, conta il risultato a prescindere da come si ottiene.

Ciò ha favorito l'emergere del malaffare in quanto frodare è la via più comoda, e spesso obbligata, per prevalere sui competitori o su coloro, magari migliori, che accettano i vincoli della legalità. L'immoralità diffusa è quindi solo l'aspetto di un fenomeno più ampio e più profondo rispetto alle misere ambizioni di qualche criminale in giacca e cravatta. Una politica succube dei poteri trasversali e malata, può nel lungo periodo far dubitare della stessa democrazia.
Molti cittadini cominciano, infatti, a chiedersi se invece che nell'era democratica stiamo vivendo una nuova forma di regime. Una versione più soft di quelle del passato, ma in cui al di là delle formalità elettorali peraltro controllate, i politici invece di fare gli interessi di chi li vota, fanno gli interessi di chi li finanzia, di chi gli permette di fare carriera, di chi permette al proprio partito di organizzare faraoiche convention con tanto di schermi giganti e effetti speciali. Di chi consente al baraccone del marketing politico di fare abbastanza rumore da coprire l'assordante vuoto di idee.

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