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Lunedì, al
teatro Ciak di Milano, il senatore Nando
Dalla Chiesa ha portato in scena il suo
nuovo spettacolo politico, suscitando
divertimento e rabbia. Si intitola V0TA
SILVIOLO, racconta questi anni loschi e
surreali.
In uno testi Dalla Chiesa riassume una parte
delle vergogne imposte in questa legislatura
dalla forza numerica di una maggioranza
sprovvista di senso del limite.
Le ha viste e denunciate dal suo scranno di
senatore di opposizione. La gran parte degli
italiani non le ha potuto vedere o capire,
perché la gran parte dei media, asserviti a
quella maggioranza, ha fatto da filtro.
Spero che almeno sulla rete e nei volantini,
questo elenco possa girare. Perché tutti
sappiano, perché nessuno dimentichi.
Nando, grazie.
Ho visto approvare in Parlamento la legge
sul falso in bilancio il giorno dopo l'11
settembre. Di corsa, per onorare con il
nostro lavoro - così ci venne detto - i
morti di New York. Ho visto la commissione
giustizia del Senato prolungare i suoi
lavori dopo la mezzanotte per tre leggi in
cinque anni: per il falso in bilancio, per
la Cirami, per l'immunità delle più alte
cariche dello Stato.
Ho visto aprire l'ultima legislatura con una
legge ad personam, quella che abolisce
l'imposta di successione sui patrimoni più
grandi. E l'ho vista chiudere con una legge
ad personam, quella che abolisce l'appellabilità
delle sentenze di assoluzione.
Ho visto il Parlamento decidere quali
magistrati possono o non possono restare in
servizio, alzando e abbassando l'età
pensionabile secondo le convenienze: fuori
Borrelli dentro Carnevale.
Ho visto il Parlamento decidere quali
magistrati possono dirigere gli uffici
giudiziari più delicati. Insomma, ho visto
il Parlamento scegliere i giudici.
Ho visto più di mezzo Senato applaudire in
piedi l'appoggio alla guerra preventiva in
Iraq. Ho visto la standing ovation della
maggioranza e i sorrisi di festa, in attesa
dei bombardamenti dei giorni dopo. Ho visto
sbeffeggiare le senatrici che si battevano
per le quote rosa. Le ho viste sommerse
dagli sberleffi della maggioranza. Le ho
sentite chiamare "vacca" e "gallina".
Ho visto togliere ai giudici di pace la
competenza sugli incidenti stradali più
gravi. Lavoravano troppo velocemente creando
problemi alle assicurazioni.
Anche alla Mediolanum.
Ho visto portare nel Parlamento repubblicano
una legge per equiparare le brigate nere di
Salò ai combattenti delle forze armate e ai
partigiani.
Ho visto violare il regolamento del Senato
anche sei volte in due giorni. Ho visto
violare la Costituzione in presenza della
seconda autorità dello Stato.
A volte invocando precedenti inesistenti.
Altre volte senza precedenti.
Ho visto un parlamentare svenire a un passo
dall'infarto per l'indignazione, di fronte
al numero legale ottenuto più volte senza
pudore. L'ho visto steso a terra, insultato
e fischiato dagli avversari che lo
accusavano di perdere tempo.
Ho visto censurare o bloccare negli uffici
interrogazioni critiche verso il governo o
verso esponenti della maggioranza; ho visto
funzionari solerti mutilare i diritti
costituzionali dei parlamentari.
Ho visto rifare mezza Costituzione come
niente, da personaggi senza storia. Per
liberare da ogni controllo di garanzia e da
ogni contrappeso il potere di chi vince le
elezioni. Per mettere lo Stato ai piedi
dell'uomo più ricco e potente del paese.
Ho visto barattare pubblicamente in aula
l'unità del Paese con gli interessi
televisivi del Capo del Governo.
Ho visto un senatore votare per cinque, per
dare alla sua maggioranza il numero legale.
Ho visto tollerare anche quindici voti di
assenti per volta.
Ho visto stabilire il tempo massimo di un
giorno per discutere in seconda votazione la
riforma di mezza Costituzione.
Ho visto fischiare in un'aula parlamentare
il Capo dello Stato mentre il presidente del
Senato leggeva il testo del rinvio alle
Camere della legge di riforma
dell'ordinamento giudiziario.
Ho visto scritto nella relazione ufficiale
della commissione antimafia che la mafia non
porta voti, che il controllo del voto da
parte di Cosa Nostra è "uno dei miti più a
lungo e pervicacemente sostenuti".
Ho visto
Giovanni Falcone commemorato sull'autostrada
per Punta Raisi, località Cinisi, da un
ministro che aveva sostenuto che dobbiamo
convivere con la mafia.
Ho visto un ministro definire il carcere di
Cagliari un albergo a cinque stelle pochi
giorni prima che vi si uccidessero due
detenuti.
Ho visto leggi importanti e sulle quali era
stata annunciata una dura opposizione votate
in Senato alla presenza di poche decine di
esponenti della minoranza.
Ho visto decine di senatori dell'opposizione
lavorare seriamente ed essere trattati come
incapaci o complici del governo. Ho visto
sospetti ingiusti. Ho visto fiducie
ingiuste.
Ho visto uomini dello Stato oggetto di
insolenze e di accuse sanguinose, grazie a
un uso prepotente della immunità
parlamentare.
Ho visto chiamare tutti i manifestanti di
Genova violenti e terroristi e assicurare
ufficialmente che nel carcere di Bolzaneto
non ci furono violenze. Ho visto negare una
commissione d'inchiesta su Genova per non
interferire con il lavoro della
magistratura. Ho visto dimenticare questo
principio per istituire la commissione
Telekom Serbia.
Ho visto ridere in faccia alla richiesta di
maternità o paternità assistite di persone
non felici.
Ho visto esibire i fazzoletti padani a un
metro dal tricolore sulle bare nei funerali
di Stato.
Ho visto prolungare la durata del Parlamento
per uso personale. Per ottenere l'impunità
in un processo, per monopolizzare le
televisioni. Così ho visto sfregiare, nel
mio Paese, il più grande simbolo della
democrazia.
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