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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 20 FEBBRAIO 2006
Il caso Calderoli spacca il centrodestra. E le vignette arrivano a Strasburgo
REDAZIONE

Il caso relativo alla maglietta indossata recentemente dal leghista Roberto Calderoli, sulla quale era stata disegnata una vignetta sul Profeta Maometto giudicata blasfema dal mondo islamico, continua a lacerare dall'interno la Casa delle Libertà. Dopo le dimissioni dell'esponente del Carroccio dalla carica di ministro delle Riforme - che erano state conseguenza diretta delle sanguinose manifestazioni consumatesi in Libia alcuni giorni fa - il clima nel centrodestra è infatti ancora molto teso. Dopo gli undici morti di Bengasi, la Lega Nord ha offerto la testa di Calderoli, come avevano chiesto gli alleati, ma non ha rinunciato ad esprimere la propria solidarietà alla camicia verde.

Il quotidiano La Padania ieri è uscito in edicola con una maglietta disegnata sulla prima pagina, maglietta nella quale vi era la scritta "Difendiamo le nostre radici".
"Sia chiaro che Roberto Calderoli non ha nessuna responsabilità rispetto a quello che è successo in Libia", ha affermato il ministro del Welfare Roberto Maroni, mentre il ministro della Giustizia Roberto Castelli ha voluto mettere in chiaro che le dimissioni del compagno di partito sono state un grande gesto di "responsabilità e non certo di resa".

Oggi pomeriggio il Carroccio si riunirà in via Bellerio per il consiglio federale. "Non sarà un appuntamento di routine - ha chiarito Maroni - la Lega si porrà delle domande precise visto che non siamo una appendice della Casa delle Libertà. La Lega non è un partito a sovranità limitata. Per esempio la Lega si chiede perché Berlusconi venerdì sera abbia immediatamente fatto un collegamento tra i fatti di Bengasi e la maglietta di Calderoli. E poi Berlusconi ha fatto delle telefonate come se fosse il proprietario della Lega, come se avesse lanciato un'Opa sul Carroccio. Potremmo anche decidere di correre da soli alle prossime Politiche".

 

E, nel frattempo, anche gli alleati del Carroccio sembrano per nulla intenzionati a gettare acqua sul fuoco delle polemiche. Il centrista Pier Ferdinando Casini, anzi, è deciso ad attaccare: "Quelli di Calderoli sono gesti incompatibili con la presenza in un Governo serio, responsabile di un grande Paese".
"La Lega dimostra di privilegiare l'aspetto propagandistico più che avere cultura istituzionale - gli ha fatto eco Gianfranco Fini - la Lega Nord così facendo pensa di ottenere più voti. Sbaglia".

Ma i problemi del partito di Umberto Bossi non finiscono qui. Martedì il "caso Calderoli" sarà affrontato anche presso il Parlamento di Strasburgo. E' stato proprio il gruppo europeo di cui fa parte il Carroccio, "Indipendenza e Democrazia", a chiedere un voto su questo tema. Pare che "Indipendenza e Democrazia" voglia addirittura arrivare all'espulsione dal gruppo dei quattro europarlamentari della Lega Nord.

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