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Dopo sedici
anni di carcere duro, ieri il giornalista
cinese Yu Dongyue è stato liberato. Fu
arrestato dalla polizia cinese nel 1989
ufficialmente perché colpevole di aver
imbrattato un ritratto di Mao Tse tung, ma
in realtà perché accusato di aver
partecipato all'organizzazione delle
proteste contro il regime comunista in
piazza Tiananmen (proteste che furono poi
represse nel sangue il 4 giungo 1989).
Il fratello dell'ormai ex carcerato ha
riferito che il giornalista è fisicamente e
psicologicamente distrutto, tanto che non ha
riconosciuto i familiari.
Sono ancora
numerose le persone in galera per i fatti di
Tiananmen, una settantina secondo Pechino,
almeno 250 secondo gli Stati Uniti
d'America. La liberazione dei detenuti
imprigionati a seguito di quelle
manifestazioni era stata chiesta alcuni mesi
fa dal presidente americano George W. Bush e
non è forse un caso che la scarcerazione
dell'ultimo degli organizzatori della
rivolta sia arrivata alla vigilia della
visita ufficiale negli Stati Uniti del
presidente cinese Hu Jintao.
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