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Il Presidente
degli Stati Uniti George W. Bush torna a
chiedere un intervento urgente delle forze
armate della Nato in Sudan. La scorsa
settimana l'inquilino della Casa Bianca ne
aveva parlato sia con il segretario generale
dell'Onu Kofi Annan che con il segretario
generale della Nato Yaap de Hoop Scheffer,
ieri ha affrontato l'argomento anche nel
corso di un colloquio telefonico con il
presidente francese Jacques Chirac. Il
leader dei repubblicani ha sollecitato "una
risposta internazionale e decisa a questa
crisi".
L'invio di un contingente internazionale in
Sudan sembra ormai inevitabile. Lo scorso
gennaio Annan aveva chiesto agli Stati Uniti
e all'Unione europea di prepararsi ad una
azione di forza e all'inizio di febbraio il
Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite,
presieduto dall'americano John Bolton, aveva
dato il via libera al Palazzo di Vetro per
la elaborazione di un piano di intervento
nella regione.
L'Onu ha già
varato negli scorsi mesi delle sanzioni
contro il Sudan ed ha appoggiato
l'intervento nella zona di una forza
multinazionale di pace dell'Unione Africana.
Ma è stato tutto inutile: lo stesso Annan ha
dovuto ammettere che solo un vero esercito
può fermare il massacro quotidiano di
innocenti che si consuma ormai da anni nella
regione occidentale del Darfur, dove è in
atto un vero e proprio genocidio (Annan lo
ha definito "l'inferno in terra") da parte
delle milizie arabe Janjawid appoggiate dal
Governo di Khartoum.
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