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Dopo la netta
presa di posizione degli scorsi giorni del
leader dell'Unione Romano Prodi, oggi anche
due importanti esponenti dei Democratici di
Sinistra, Massimo D'Alema e Pierluigi
Bersani, hanno rispedito al mittente le
affermazioni rilasciate dal premier Silvio
Berlusconi a proposito della vicenda Unipol.
"C'è un intreccio che è inaccettabile tra la
politica e gli affari - aveva dichiarato il
leader di Forza Italia - gli ultimi
avvenimenti hanno fatto emergere i rapporti
stretti tra le giunte rosse e il mondo delle
cooperative che hanno lucrato contratti da
parte degli esponenti e che hanno prodotto
utili assolti dall'obbligo di versare le
imposte, finiti a foraggiare il proprio
partito di riferimento. Gli elettori della
sinistra saranno delusi".
Parole, quelle del Cavaliere, che sono state
oggi aspramente criticate dal presidente
della Quercia: "Se il nodo della questione è
il legame tra politica e potere finanziario
- ha replicato l'ex premier davanti alle
telecamere della trasmissione tv Porta a
Porta - ritengo che una persona che somma in
se la presidenza del Consiglio, la proprietà
della maggiore impresa italiana e il
controllo su gran parte dei media sia la
persona meno indicata ad affrontare la
questione".
Sulla stessa lunghezza d'onda si è poi
espresso anche Bersani, secondo il quale "i
Ds lezioni da Berlusconi non ne prendono".
"Certamente chi giudica o chi ci giudica -
ha aggiunto - spesso e volentieri difende
legittimamente interessi e questo forse
dovrebbe emergere più chiaramente".
Negli scorsi giorni Prodi aveva invece
licenziato l'intera questione affermando che
Berlusconi "è meglio che non parli di
politica e affari".
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