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Cinque soldati
danesi sono oggi stati giudicati colpevoli
di avere sottoposto a violazioni dei diritti
umani alcuni detenuti. Si tratta di militari
che erano impegnati con il contingente
internazionale di stanza in Iraq, quattro
uomini (sergenti) e una donna (capitano).
Un Tribunale militare di Copenhagen ha
ritenuto valida la tesi della pubblica
accusa, vale a dire che gli imputati hanno
insultato i detenuti con frasi offensive per
la loro religione, li hanno minacciati di
morte e li hanno privati di cibo e bevande
per lunghi periodi. Inoltre, i soldati hanno
costretto i prigionieri a rimanere per ore
in ginocchio durante gli interrogatori.
Nessuno dei militari sarà però condannato, i
Magistrati hanno infatti loro riconosciuto
tutte le attenuanti. In particolare i
Giudici hanno spiegato che nessun alto
ufficiale dell'esercito aveva impartito ai
soldati le necessarie istruzioni su come si
interrogano i prigionieri.
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