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Con 148 voti
favorevoli e 82 contrari l'Assemblea di
Palazzo Madama questo pomeriggio ha
approvato la legge sulla droga, quella che
porta il nome del leader di Alleanza
Nazionale Gianfranco Fini. E' stato
necessario porre il voto di fiducia, una
scelta - quella di blindare il documento -
che l'Unione ha definito una grave
"scorrettezza istituzionale del Governo che
supera ogni limite di decenza".
Con il provvedimento licenziato oggi dal
Senato, che è stato inserito all'interno del
decreto legge per la sicurezza delle
Olimpiadi di Torino, cade ogni distinzione
tra sostanze leggere e pesanti e vengono
inasprite di molto le pene. Per lo spaccio
(anche di droghe leggere) sono previste pene
fino a 20 anni di carcere, mentre chi
detiene quantità per uso personale potrà
essere sottoposto a sanzioni amministrative
come la sospensione della patente.
La Legge Fini,
che sarà sottoposta adesso al vaglio della
Camera, è stata nettamente condannata dal
centrosinistra.
"Mi sembra indecente - ha tuonato il leader
dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio - che a
fine legislatura un governo che è stato
assolutamente assente sui temi sociali
faccia un proclama sul tema delle droghe
che, come grande effetto, parifica la
cocaina alla marijuana, anzi rende quasi
meglio la cocaina".
Molto duro l'intervento di Daniele Capezzone
dei Radicali: "In Parlamento, fanno tanto (e
in tanti) i moralisti sulla droga - ha
attaccato - ma se va un cane poliziotto a
Montecitorio, prima gli va in tilt il naso,
e poi si arrende".
Toni completamente diversi sono stati usati
dalla maggioranza ed in particolare da
Alleanza Nazionale. Secondo Maurizio
Gasparri "l'approvazione al Senato delle
nuove norme per la lotta alla droga
rappresenta uno dei momenti più importanti
di questa legislatura".
"E' una battaglia voluta dalla destra - ha
affermato - da chi sostiene l'azione delle
comunità terapeutiche, da chi vuole offrire
un'autentica solidarietà a quanti cadono nel
vortice della droga, ma una ferma risposta a
quanti spacciano sostanze stupefacenti".
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