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L'ultima
legge ad personam varata dal
centrodestra durante la scorsa
legislatura (il lodo Pecorella) ha
impedito al pubblico ministero Ilda
Boccassini di presentare ricorso in
Appello contro la sentenza che ha
assolto, per intervenuta prescrizione,
Silvio Berlusconi nell'ambito del
processo Sme. Il Giudice milanese non si
è però persa d'animo e lo scorso 9
giungo ha presentato ricorso in
Cassazione.
Boccassini ha spiegato che il Tribunale
ha accertato la "natura corruttiva" di
un pagamento in favore del Magistrato
Renato Squillante e ha inoltre stabilito
che questo pagamento è stato "certamente
effettuato da Berlusconi per il tramite
di Cesare Previti".
"Il Tribunale - si legge nel documento -
ha tuttavia prosciolto Berlusconi, per
intervenuta prescrizione, previo
riconoscimento in suo favore delle
attenuanti generiche. L'estrema gravità
dei fatti oggetto di imputazione è stata
del tutto ignorata dal tribunale".
L'iniziativa del Magistrato è stata
condannata con forza da Gaetano
Pecorella, che è al contempo avvocato di
Berlusconi, parlamentare della
Repubblica e anche il legislatore che ha
ideato la legge che ha impedito al pm di
presentare ricorso in Appello. "La
Boccassini - ha affermato il legale -
aggredisce Berlusconi sul piano
personale, dimenticando per strada le
questioni di diritto".
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