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Vittorio
Emanuele di Savoia è stato ieri
arrestato a Varenna, in provincia di
Lecco ed è stato immediatamente
trasferito nel carcere di Potenza.
L'ordine di cattura è stato firmato dal
Gip Alberto Iannuzzi su richiesta del
pubblico ministero Henry John Woodcock.
Sono state arrestate altre cinque
persone, che però hanno beneficiato dei
domiciliari. Tra questi c'è anche
Salvatore Sottile, portavoce del leader
di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini.
Sono tutti accusati di corruzione,
concussione, istigazione alla
corruzione, falso ideologico,
riciclaggio e sfruttamento della
prostituzione.
La notizia di questi arresti ha
ovviamente causato un terremoto nel
mondo politico. In particolare il
centrodestra ha subito dato vita ad un
linciaggio ai danni del Giudice Woodcock,
che già in passato è stato protagonista
di inchieste che avevano nel mirino
personaggi noti al grande pubblico.
L'aennino Maurizio Gasparri ha chiesto
l'intervento immediato del Consiglio
Superiore della Magistratura affinché
possa mettere a freno ad una Toga che
lavora solo "per andare sui giornali".
Dello stesso tono le dichiarazioni
dell'ex missino Enzo Fragalà: "E'
gravissimo che l'abuso della
carcerazione preventiva venga usata
ancora una volta per evidenti finalità
politiche. Si ripete ai danni del
principe di Savoia e di uno stimato
giornalista come Salvatore Sottile il
medesimo copione che distrusse
l'immagine e la vita di Enzo Tortora
insieme alla credibilità
dell'amministrazione della Giustizia in
Italia".
La forzista Maria Burani Procaccini
avverte che "potrebbe trattarsi di un
clamoroso errore giudiziario". "Se è
così - aggiunge - bisognerà risarcire le
vittime di questa vicenda ed assumere
provvedimenti consequenziali".
Ancora più duro l'intervento di
Gianfranco Rotondi della Dc: "Woodcock è
lo stesso magistrato che cercò di
incatenare il presidente emerito della
Repubblica Francesco Cossiga. Ora ci è
riuscito con Vittorio Emanuele di
Savoia. Se proverà le sue accuse, tanto
di cappello. Se, invece, tutto finirà in
una bolla di sapone e con clamore sui
mass-media come avvenne per la vicenda
Cossiga, chiedo sin da ora che, essendo
Woodcock recidivo, paghi e venga
immediatamente radiato con un
provvedimento del Capo dello Stato".
Allo stesso modo la pensa Emanuele
Filiberto, figlio di Vittorio Emanuele,
che passa direttamente alle minacce: "E'
l'ennesimo colpo pubblicitario di
Woodcock. Spero che sia certo delle
accuse che muove altrimenti sarà
l'ultima volta che farà qualcosa".
Eppure, tanta indignazione appare molto
strana considerando le dichiarazioni che
Marina di Savoia ha rilasciato al
quotidiano torinese La Stampa: "Mio
fratello è un credulone, il figlio è un
arrivista, la moglie una donna
interessata al denaro. Non mi aspettavo
tanto, ma era prevedibile che sarebbe
successo qualcosa. Frequentava
gentaglia, la feccia".
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