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Dopo
aver chiarito che il Carroccio potrebbe
perseguire anche "vie non democratiche"
pur di ottenere la devolution se il
prossimo 25/26 giugno il popolo italiano
boccerà la Riforma costituzionale, il
leader della Lega Umberto Bossi annuncia
ora che si recherà alle Nazioni Unite
per far valere i diritti del Nord Italia
nel caso che la Riforma venga bocciata
su piano nazionale, ma invece promossa
nelle sole Regioni settentrionali.
"La nostra gente questa volta capirà:
l'ideale sarebbe vincere in tutta
Italia, ma spero almeno in una vittoria
schiacciante al Nord - ha dichiarato
l'ex ministro durante un colloquio con
il quotidiano Libero - così avremo il
diritto di andare all'Onu a rivendicare
i nostri diritti e le nostre libertà
come popolo".
Affermazioni che hanno ovviamente
scatenato l'indignazione della
coalizione di centrosinistra. Secondo il
numero uno della Margherita Francesco
Rutelli "le dichiarazioni di Bossi
lasciano assolutamente sbalorditi per la
loro irresponsabilità".
"Queste frasi fanno tornare purtroppo
all'ordine del giorno un tema mai
risolto - ha aggiunto - la spinta per la
secessione di cui la Lega è portatrice,
e questa è un'inclinazione veramente
preoccupante".
Ieri il presidente emerito della
Repubblica Oscar Luigi Scalfaro aveva
invece commentato le parole che Bossi
aveva pronunciato a proposito della
possibilità di ottenere la devoluzione
per "vie non democratiche".
"Le frasi di Umberto Bossi sono
inaccettabili e possono anche costituire
reato - aveva spiegato - non amo
polemizzare con Bossi, ma penso che le
sue parole siano intollerabili".
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