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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 28 GIUGNO 2006
Si vota la fiducia: la Casa delle Libertà perde la testa

REDAZIONE

Gli esponenti della Casa delle Libertà hanno perso la testa durante la seduta odierna al Senato, nel corso della quale è stata votata la fiducia al Governo sul decreto legge che proroga i termini per l'emanazione di atti di natura regolamentare (fiducia che è poi arrivata con 160 voti a favore e uno soltanto contrario, perché il centrodestra aveva abbandonato l'aula).
Il forzista Lucio Malan ha lanciato il volume del regolamento del Senato contro il presidente Franco Marini e - naturalmente - è stato allontanato dall'Aula.
Poi è stata la volta dell'azzurro Renato Schifani che, dopo aver chiesto inutilmente la parola, si è messo a gridare: "E' in corso un colpo di Stato".
Poi si è accesa una vera e propria mischia, che ha reso necessario l'intervento dei commessi. A farne le spese maggiori è stato proprio Schifani che, a causa di un lieve malore, è stato subito trasportato in una vicina clinica (e fortunatamente dimesso nel giro di qualche ora).
Poco dopo Marcello Pera ha commentato in modo poco edificante il comportamento tenuto in aula dal suo successore alla presidenza del Senato Marini: "E' in atto una violenza contro il Regolamento e contro la democrazia".
"Scongiuro la maggioranza di fermarsi un momento - ha aggiunto - e non usare ogni giorno questi strumenti che mortificano il Senato".

 

In sostanza il centrodestra avrebbe voluto poter discutere le due norme invece approvate dal Senato con il voto di fiducia. La Casa delle Libertà ha insomma rivendicato il "diritto minimo dell'opposizione alle discussioni in Aula".
"Siamo seri, al massimo c'è una diversa interpretazione del regolamento - ha respinto le accuse della destra la diessina Anna Finocchiaro - non c'è nessun golpe, il regolamento viene rispettato alla lettera".
Ma le opposizioni non si sono arrese ed hanno addirittura chiesto l'intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
"Spetta ai presidenti delle due Camere interpretare le norme e le prassi regolamentari e apprezzare i precedenti prodottisi nel passato - ha replicato il capo dello Stato - auspico il più sollecito chiarimento e rasserenamento nei rapporti tra maggioranza e opposizione".

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