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Gli
esponenti della Casa delle Libertà hanno
perso la testa durante la seduta odierna
al Senato, nel corso della quale è stata
votata la fiducia al Governo sul decreto
legge che proroga i termini per
l'emanazione di atti di natura
regolamentare (fiducia che è poi
arrivata con 160 voti a favore e uno
soltanto contrario, perché il
centrodestra aveva abbandonato l'aula).
Il forzista Lucio Malan ha lanciato il
volume del regolamento del Senato contro
il presidente Franco Marini e -
naturalmente - è stato allontanato
dall'Aula.
Poi è stata la volta dell'azzurro Renato
Schifani che, dopo aver chiesto
inutilmente la parola, si è messo a
gridare: "E' in corso un colpo di
Stato".
Poi si è accesa una vera e propria
mischia, che ha reso necessario
l'intervento dei commessi. A farne le
spese maggiori è stato proprio Schifani
che, a causa di un lieve malore, è stato
subito trasportato in una vicina clinica
(e fortunatamente dimesso nel giro di
qualche ora).
Poco dopo Marcello Pera ha commentato in
modo poco edificante il comportamento
tenuto in aula dal suo successore alla
presidenza del Senato Marini: "E' in
atto una violenza contro il Regolamento
e contro la democrazia".
"Scongiuro la maggioranza di fermarsi un
momento - ha aggiunto - e non usare ogni
giorno questi strumenti che mortificano
il Senato".
In sostanza il centrodestra avrebbe
voluto poter discutere le due norme
invece approvate dal Senato con il voto
di fiducia. La Casa delle Libertà ha
insomma rivendicato il "diritto minimo
dell'opposizione alle discussioni in
Aula".
"Siamo seri, al massimo c'è una diversa
interpretazione del regolamento - ha
respinto le accuse della destra la
diessina Anna Finocchiaro - non c'è
nessun golpe, il regolamento viene
rispettato alla lettera".
Ma le opposizioni non si sono arrese ed
hanno addirittura chiesto l'intervento
del presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano.
"Spetta ai presidenti delle due Camere
interpretare le norme e le prassi
regolamentari e apprezzare i precedenti
prodottisi nel passato - ha replicato il
capo dello Stato - auspico il più
sollecito chiarimento e rasserenamento
nei rapporti tra maggioranza e
opposizione".
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