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"Esigiamo
che ci restituiscano i due scudetti che
ci spettano. Siamo stanchi di subire
ingiustizie". Il numero uno del Milan
Silvio Berlusconi non ha dubbi: la
Juventus ha truccato i campionati e alla
sua squadra deve essere restituito ciò
che le è stato tolto con la truffa.
Parole incredibili considerando che - se
è vero che la Juventus è al centro di
uno scandalo senza precedenti - anche la
squadra del Cavaliere è rimasta
invischiata nell'inchiesta della
Magistratura.
Milan nei guai, insomma,
tant'è vero che Adriano Galliani è
stato costretto a mettersi sulla difensiva:
"Qualcuno vuole trasformare il Milan da
vittima a corresponsabile".
Un vero peccato che in queste ultime ore
siano stati molti quelli che -
individuando in Galliani proprio uno dei
responsabili di quanto accaduto - hanno
chiesto le sue dimissioni da presidente
della Lega Calcio.
"Galliani se ne dovrebbe andare subito,
e con lui tutti i vertici del calcio
malato", ha per esempio tuonato il
Presidente del Bologna, Alfredo Cazzola,
mentre l'ex calciatore Gianni Rivera ha
sentenziato: "In passato è sempre stato
difficile avere le prove, forse chi
governava impediva che uscissero".
"Berlusconi rivuole due scudetti? -
commenta invece l'allenatore della
Juventus Fabio Capello - ricordo solo
che tra gli intercettati c'è anche un
dipendente del Milan".
E persino il leghista Roberto Calderoli
ieri invitava chiunque si sarebbe da lì
a qualche ora aggiudicato lo scudetto (e
a quel punto potevano vincerlo solo la
Juve o il Milan) ad astenersi da
"qualunque tipo di festeggiamento".
Ma, aldilà di un eventuale
coinvolgimento del Milan in questa
inchiesta, Silvio Berlusconi ha ben poco
da fare la vittima.
Sono infatti numerosi coloro che
ritengono il Governo di centrodestra
corresponsabile di questo malcustume.
Per l'ex commissario Ue alla concorrenza
Mario Monti è stata infatti la politica,
con un atteggiamento di "docile
subordinazione e ricerca di consenso", a
dare al calcio italiano la convinzione
di essere "al di fuori e al di sopra
della legge".
"E' ora che il mondo politico smetta di
viziare il mondo del calcio - ha scritto
in una lettera inviata al Corriere della
Sera - contribuendo involontariamente ad
indurlo ai vizi peggiori".
Tornando alle parole pronunciate ieri
dal Cavaliere, è impossibile non citare
quanto avvenne soltanto lo scorso 8
settembre a Roma. Mentre l'Italia era
nell'occhio del ciclone per il "caso
Fazio", il presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi ospitava a Palazzo
Grazioli il direttore generale della
Juventus Luciano Moggi, la stessa
persona che secondo il Berlusconi di
ieri pomeriggio gli ha truffato due
scudetti.
Moggi uscì poco meno di un'ora dopo e
tra le mani aveva il libro "Berlusconi
ti odio", edito dalla Mondadori ed
utilizzato per la propaganda elettorale
del premier.
"Ho visto un mio amico che sta lì -
aveva affermato Moggi all'uscita - in
quel palazzo non c'è solo Berlusconi. Vi
pare che se avessi dovuto fare una
trattativa sarei andato a Palazzo
Grazioli?".
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