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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 27 MAGGIO 2006
Referendum di mafia

SARA DELLABELLA

Peppino Impastato, Don Puglisi, Falcone e Borsellino oggi si candidano perché hanno trovato un motivo in più per farlo. Per i giovani, quelli che come la sottoscritta avevano appena undici anni quando l’autostrada di Capaci è stata divelta dal tritolo. Il nostro primo giorno con la mafia, il 23 maggio 1992. Da quel giorno in molti hanno preso la decisione di studiare giurisprudenza come se quei due magistrati spesso ritratti spalla a spalla avessero lasciato un’eredità morale e d’impegno. Le cose possono cambiare e “la mafia non è per sempre”, come diceva lo stesso Falcone. C’è nei ventenni di oggi un senso di riscatto, come se fosse giunta finalmente l’ora di riscuotere una Sicilia schiava da un para-potere che ha contraddistinto quest’isola fin dalla fine dell’800.

Oggi si candida Rita Borsellino, sorella del magistrato vittima della stessa sorte del suo collega e amico Falcone. Una donna che più di tutti porta il peso dell’immagine di questi due uomini, lei che per sangue ha sofferto la vicenda di Paolo e che oggi tutti caricano di “mito” il cognome che porta. Rita Borsellino un miracolo già l’ha compiuto, è la prima donna candidato alla presidenza della regione Sicilia.

Totò Cuffaro e Rita Borsellino entrambi hanno avuto a che fare con la mafia. Rita per le ragioni a tutti note e Cuffaro per essere stato rinviato a giudizio per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra. Sono le due facce della medaglia. Chi parla di mafia e chi con la mafia sembra parlarci spesso. In Sicilia si tratta molto di più di una semplice elezione amministrativa, si tratta di un derby o meglio ancora di referendum, di quelli che possono cambiare veramente la rotta di un destino che sembra essere condannato a rimanere sempre uguale. Condannato a se stesso senza inversioni di rotta.

 

Ad oggi la candidata del centrosinistra non sembra essere la favorita, tanto che i siciliani della penisola si sono mobilitati per tornare a votare. Il ritaexpress, il treno organizzato dai giovani è arrivato venerdì mattina a Palermo partito da Treviso ha attraversato la Penisola raccogliendo i figli dispersi di una Sicilia che certe volte non lascia altra speranza che partire. Il costo del biglietto era di soli cinque euro proprio con l’intento di portare alle urne tutti. Questa primavera siciliana si fa sentire, questi giovani che gridano “ammazzateci tutti” seguendo l’eco di Locri, che grida “Bastardo” a Provenzano catturato a casa sua dopo quarant’anni di latitanza sono il chiaro segnale di chi ha voglia di crescere in un Paese libero, che non ammazza chi si oppone al “sistema”, ma che alza la testa e si rimette nella stretta via della legalità.

Rita Borsellino è la speranza che tutto questo possa accadere veramente, che non si tratta di uno di quei sogni utopici di chi ha vent’anni. Sperare un mondo legale non può essere un sogno. Lasciare la Sicilia non deve essere una necessità, ma una scelta. Questo è un referendum che va vinto, un sogno che va realizzato, perché altrimenti sarà l’Italia a perdere, quella del futuro. Della meglio gioventù. Chi scrive ha 25 anni, studia giurisprudenza e ha conosciuto Giovanni Falcone nel giorno della sua morte.

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