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Contrariamente
a quanto aveva sempre fatto il suo
predecessore Roberto Castelli, il nuovo
ministro della Giustizia Clemente
Mastella dice sì al provvedimento di
Grazia nei confronti dell'ex leader di
Lotta continua Adriano Sofri, condannato
a 22 di carcere per l'omicidio del
Commissario Luigi Calabresi.
"Entro la fine dell'anno arriverà la
grazia per Adriano Sofri - ha spiegato
nel corso di un'intervista al
settimanale Gente - la Corte
Costituzionale ha stabilito che sia il
presidente della Repubblica a concedere
la grazia, ma per quanto mi riguarda
come ministro della Giustizia, io sono
pronto a mettere la mia firma. E' una
persona molto malata a cui si può
offrire un gesto di spontanea umanità.
Spiegherò che concedere la grazia come
gesto di umanità a un uomo che vive
gravi problemi di salute non significa
automaticamente scomodare la categoria
del perdono. Una categoria che attiene
solo alla libera coscienza di ognuno".
Dichiarazioni,
quelle del numero uno dei Popolari
Udeur, che sono state accolte con
qualche perplessità dall'Italia dei
Valori di Antonio Di Pietro. "Premesso
che, secondo quanto stabilito dalla
Corte Costituzionale, i poteri di Grazia
spettano al Presidente della Repubblica
- ha affermato Nello Formisano -
ribadiamo il fatto che nella faccenda
legata alla grazia per Adriano Sofri chi
è la vittima non è colui che è stato
giudicato colpevole, ma la famiglia del
Commissario Calabresi. Noi ci siamo
sempre dichiarati contrari ad atti di
clemenza o di grazia concessi a furor di
popolo, ma a questo punto ci rimettiamo
rispettosamente alla volontà del Capo
dello Stato".
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