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Corea del
Nord, Birmania, Iran, Zimbabwe, Cuba e Cina.
Sono questi, secondo il Dipartimento di
Stato americano, i paesi dove vengono
violati con più frequenza i diritti umani.
Gli Stati Uniti come ogni anno hanno stilato
le "pagelle" relative al tasso di libertà di
tutti i paesi del mondo. E, pur bocciando
molte nazioni "alleate", come ad esempio
l'Arabia Saudita, hanno puntato il dito
soprattutto contro gli storici nemici. In
cima a tutti, ovviamente, Teheran e Pechino.
E la risposta
del Governo cinese non si è fatta attendere.
Il regime comunista ha invitato gli
americani ("il paese dove la democrazia è un
gioco per soli ricchi") a guardare in casa
propria, prima di mettersi a dare voti.
"Chiediamo agli Stati Uniti di far fronte
apertamente ai propri problemi, riflettendo
sulle proprie azioni, adottando misure
concrete e migliorando la propria situazione
dei diritti umani - ha tuonato il Governo
del presidente Hu Jintao - gli americani
devono inoltre smetterla di usare la
questione dei diritti umani come pretesto
per generare scontri internazionali".
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