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Le "pagelle"
relative alle violazioni dei diritti umani
stilate dal Dipartimento di Stato americano
anche quest'anno non hanno riservato grosse
sorprese. Secondo il Dipartimento di Stato
Usa, i "nemici" della libertà sono sempre
gli stessi e su tutti Pechino, L'Avana e
Teheran.
La novità di quest'anno è sicuramente la
severità con la quale è affrontato il caso
Italia. Un paese, quello fotografato dal
ministero Usa, dove è lontanissima la parità
di diritti tra l'uomo e la donna, dove le
carceri sono sovraffollate, dove la polizia
fa spesso uso della violenza (in particolare
contro gli extracomunitari) e, soprattutto,
dove il sistema giudiziario è estremamente
lento, a tutto vantaggio dei cittadini più
ricchi (che rinviano all'infinito i processi
a proprio carico grazie a ricorsi e
appelli).
Sorprendente,
agli occhi del governo americano, il caso di
uno di questi ricchi cittadini, quello di
Silvio Berlusconi. Nel rapporto (ben
ventidue le pagine dedicate al nostro
Paese), vengono evidenziati i benefici
ottenuti dall'imputato Silvio Berlusconi
grazie alle leggi del Governo di Silvio
Berlusconi. E, in particolare, vengono
evidenziati i processi Lodo Mondadori e All
Iberian, procedimenti nei quali il Cavaliere
è stato prosciolto per prescrizione in
ossequio alle nuove normative emanate
dall'Esecutivo.
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