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Il
piglio dell’onorevole contro la frase di
Bobo Craxi che offende in un colpo solo
gli italiani e gli eletti all’estero
Sembra essersi inquietato non poco
per le dichiarazioni apparse sulla
stampa internazionale del
sottosegretario Bobo Craxi ...
Sì. L’unica interrogazione a risposta
scritta da parte di un parlamentare al
sottosegretario Bobo Craxi circa le
affermazioni da lui fatte a Toronto una
settimana fa ai danni dei parlamentari
all’estero «…non servono a un…», l’ho
presentata io. Anche se da parte sua c’è
stata una smentita, il giornalista che
ha pubblicato la cosa è pronto a
riconfermarla con l’ausilio anche di
testimoni che erano presenti e che hanno
sentito.
Egli, non solo ha offeso, con quella
dichiarazione, i parlamentari
all’estero, ma con loro, un milione di
cittadini italiani.
E’ la conferma di un teorema che vuole i
cittadini italiani all’estero, cittadini
si serie B. Conseguentemente anche i
loro rappresentanti sono considerati
parlamentari di serie B. Il
comportamento di Bobo Craxi lo dimostra.
E’ ora che in Parlamento si cambi
mentalità. E’ giunto il momento di far
capire che i parlamentari della
repubblica italiana sono tutti uguali
anche se oggi vengono maltrattati. Due
pesi e due misure tra i parlamentari
eletti in Italia e quelli eletti
all’estero.
I parlamentari non godono di nessuna
immunità all’estero paragonabile invece
a quella dei diplomatici. Eppure è
scritto nella Costituzione che dovremmo
avere tutela ed immunità anche
all’estero. Nessuno se ne è mai
preoccupato e, per giunta, non vengono
neanche retribuiti per quello che fanno
che è di più di quanto fanno i
parlamentari eletti e residenti in
Italia, basti pensare al numero di
viaggi che siamo costretti a fare in
tutto il mondo.
Cosa ha chiesto con l’interrogazione?
Come mai il sottosegretario Craxi si sia
permesso di fare affermazioni che, al di
là del merito, sono anche di una
volgarità unica e se questa non sia, in
fin dei conti, una vera e propria linea
governativa. Questa denigrazione deve
essere chiarita ed esige delle scuse
ufficiali.
I parlamentari non contano un…
Intanto il sen. Pallaro conta e come, ha
portato a casa per gli italiani nel
mondo 14 milioni di euro per tre anni.
Il senatore Pallaro ha servito il
proprio “ovile” facendo ciò che credeva
opportuno fare per sé, cioè per gli
italiani in Argentina. Non ha fatto gli
interessi di tutti gli italiani nel
mondo, ma solo diuna parte di questi,
quelli in Argentina, gli imprenditori
che operano lì. Ha dimenticato i giovani
che vivono in Nord America o in
Australia o nel resto dell’Europa. Anche
questi hanno diritto ad essere tutelati,
anche l’imprenditoria di questi paesi va
tutelata, non solo l’Argentina. 14
milioni di euro in un momento in cui
saranno chiusi probabilmente 20
consolati in giro per il mondo, i nostri
connazionali non avranno più servizi. Un
taglio del 15%. Finanche il Ministro
degli Esteri D’Alema si è lamentato, una
ulteriore offesa nei confronti degli
italiani all’estero.
Un deputato del suo stesso partito ha
condiviso ciò che ha detto l’on. Fini.
Voto di scambio, censurando
l’atteggiamento di Pallaro ...
E’ voto di scambio. Un atteggiamento che
va censurato e non si giustifica.
Pallaro ha fatto i propri interessi cioè
quelli degli italiani in Argentina, non
gli interessi di tutti. Questi soldi
dovevano andare a tutti gli italiani nel
mondo. Il vice ministro Danieli è venuto
in Nord America affermando che c’erano
più soldi per gli italiani nel mondo,
mentre questi soldi vanno esclusivamente
all’Argentina, per gli imprenditori
italo-argentini.
E’ una presa in giro. E’ un voto di
scambio, si baratta il voto al senato in
cambio di dell’emendamento alla
finanziaria per farla passare al voto in
aula.
A cosa sta lavorando? Vogliamo però
una esclusiva, un anticipo, i nostri
lettori vorrebbero sapere in anteprima
buone nuove ...
Bene, allora le dirò, in anteprima, di
due proposte di legge che non ho ancora
presentato ma che presenterò nei
prossimi giorni. Questa sì che è un
anteprima a vantaggio dei suoi lettori.
La prima: “Introduzione art. 8, punti 5
e 6 D.L. 30/12/92 n. 504”. Atto a
definire prima abitazione, qualsiasi
tipo di fabbricato civile o rurale di
proprietà di Cittadino italiano
residente in città diverse da quelle di
origine o all’Estero che non sia
proprietario di altri fabbricati in
Italia. In questo modo i cittadini
italiani che sono costretti a spostarsi
per motivi di lavoro potranno usufruire
dei benefici fiscali sull’Imposta
Comunale sugli Immobili per la prima
casa. Ciò in applicazione dell’art. 47
della Costituzione che favorisce
l’accesso al risparmio ed alla proprietà
dell’abitazione. Con questo progetto di
legge si introducono modifiche in favore
degli emigrati all’interno della Nazione
o residenti all’Estero, così come
definiti dalla legge 5 febbraio 1992 n.
91 (Art. 1).
La seconda: “Benefici fiscali in favore
dei Cittadini Italiani residenti
all’estero”. E’ un articolato di 19
articoli. Molti italiani vorrebbero
rientrare ma sono scoraggiati dal regime
fiscale che impone grandi sacrifici
soprattutto per quanti vogliono
investire in Italia. La proposta tende a
favorire il rientro dei nostri
connazionali con capitali freschi. Si
prevede l’esenzione dalla dichiarazione
dei redditi per tutti i cittadini
residenti all’estero con un reddito
annuo inferiore a 5.000€ (art. 2);
introduzione di una tassazione ridotta
del 50% per le cosiddette “rendite
finanziarie” (artt. 3 e 4); esenzione
totale delle rendite finanziarie a patto
che vengano reinvestite in Italia (art.
5); riduzione al 4% dell’Iva per
l’acquisto di beni e/o servizi per
avviare o proseguire qualsiasi attività
imprenditoriale o professionale (art.
6); riduzione al 10% dell’Iva per
l’acquisto di materiali o servizi per la
ristrutturazione di immobili di
proprietà di residenti all’estero (art.
7); detrazioni fiscali per
ristrutturazioni sino a 100.000,00€ per
una quota pari al 41% da detrarre in 5
annualità di pari importo (art. 8); a
titolo di equiparazione degli italiani
non residenti a quelli residenti, si
prevede una riduzione del 50% dell’ICI
sugli immobili per la prima casa (artt.
12 e 13) ed altro ancora.
Come si può notare, lo scopo è nobile ma
non solo, ristabilisce un equilibrio di
fondo che sino ad oggi non c’era mai
stato. I due progetti di legge tendono a
suonare dolenti note affinché esse
vengano sentite e corrette da una
legislazione equa che tenga conto delle
contingenze degli italiani residenti
fuori le mura patrie.
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