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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 7 NOVEMBRE 2006
In anteprima le proposte di legge dell’on. Salvatore Ferrigno (FI)
Salvatore Viglia

Il piglio dell’onorevole contro la frase di Bobo Craxi che offende in un colpo solo gli italiani e gli eletti all’estero

Sembra essersi inquietato non poco per le dichiarazioni apparse sulla stampa internazionale del sottosegretario Bobo Craxi ...
Sì. L’unica interrogazione a risposta scritta da parte di un parlamentare al sottosegretario Bobo Craxi circa le affermazioni da lui fatte a Toronto una settimana fa ai danni dei parlamentari all’estero «…non servono a un…», l’ho presentata io. Anche se da parte sua c’è stata una smentita, il giornalista che ha pubblicato la cosa è pronto a riconfermarla con l’ausilio anche di testimoni che erano presenti e che hanno sentito.
Egli, non solo ha offeso, con quella dichiarazione, i parlamentari all’estero, ma con loro, un milione di cittadini italiani.
E’ la conferma di un teorema che vuole i cittadini italiani all’estero, cittadini si serie B. Conseguentemente anche i loro rappresentanti sono considerati parlamentari di serie B. Il comportamento di Bobo Craxi lo dimostra. E’ ora che in Parlamento si cambi mentalità. E’ giunto il momento di far capire che i parlamentari della repubblica italiana sono tutti uguali anche se oggi vengono maltrattati. Due pesi e due misure tra i parlamentari eletti in Italia e quelli eletti all’estero.
I parlamentari non godono di nessuna immunità all’estero paragonabile invece a quella dei diplomatici. Eppure è scritto nella Costituzione che dovremmo avere tutela ed immunità anche all’estero. Nessuno se ne è mai preoccupato e, per giunta, non vengono neanche retribuiti per quello che fanno che è di più di quanto fanno i parlamentari eletti e residenti in Italia, basti pensare al numero di viaggi che siamo costretti a fare in tutto il mondo.

Cosa ha chiesto con l’interrogazione?
Come mai il sottosegretario Craxi si sia permesso di fare affermazioni che, al di là del merito, sono anche di una volgarità unica e se questa non sia, in fin dei conti, una vera e propria linea governativa. Questa denigrazione deve essere chiarita ed esige delle scuse ufficiali.

I parlamentari non contano un… Intanto il sen. Pallaro conta e come, ha portato a casa per gli italiani nel mondo 14 milioni di euro per tre anni.
Il senatore Pallaro ha servito il proprio “ovile” facendo ciò che credeva opportuno fare per sé, cioè per gli italiani in Argentina. Non ha fatto gli interessi di tutti gli italiani nel mondo, ma solo diuna parte di questi, quelli in Argentina, gli imprenditori che operano lì. Ha dimenticato i giovani che vivono in Nord America o in Australia o nel resto dell’Europa. Anche questi hanno diritto ad essere tutelati, anche l’imprenditoria di questi paesi va tutelata, non solo l’Argentina. 14 milioni di euro in un momento in cui saranno chiusi probabilmente 20 consolati in giro per il mondo, i nostri connazionali non avranno più servizi. Un taglio del 15%. Finanche il Ministro degli Esteri D’Alema si è lamentato, una ulteriore offesa nei confronti degli italiani all’estero.

Un deputato del suo stesso partito ha condiviso ciò che ha detto l’on. Fini. Voto di scambio, censurando l’atteggiamento di Pallaro ...
E’ voto di scambio. Un atteggiamento che va censurato e non si giustifica. Pallaro ha fatto i propri interessi cioè quelli degli italiani in Argentina, non gli interessi di tutti. Questi soldi dovevano andare a tutti gli italiani nel mondo. Il vice ministro Danieli è venuto in Nord America affermando che c’erano più soldi per gli italiani nel mondo, mentre questi soldi vanno esclusivamente all’Argentina, per gli imprenditori italo-argentini.
E’ una presa in giro. E’ un voto di scambio, si baratta il voto al senato in cambio di dell’emendamento alla finanziaria per farla passare al voto in aula.

 

A cosa sta lavorando? Vogliamo però una esclusiva, un anticipo, i nostri lettori vorrebbero sapere in anteprima buone nuove ...
Bene, allora le dirò, in anteprima, di due proposte di legge che non ho ancora presentato ma che presenterò nei prossimi giorni. Questa sì che è un anteprima a vantaggio dei suoi lettori.
La prima: “Introduzione art. 8, punti 5 e 6 D.L. 30/12/92 n. 504”. Atto a definire prima abitazione, qualsiasi tipo di fabbricato civile o rurale di proprietà di Cittadino italiano residente in città diverse da quelle di origine o all’Estero che non sia proprietario di altri fabbricati in Italia. In questo modo i cittadini italiani che sono costretti a spostarsi per motivi di lavoro potranno usufruire dei benefici fiscali sull’Imposta Comunale sugli Immobili per la prima casa. Ciò in applicazione dell’art. 47 della Costituzione che favorisce l’accesso al risparmio ed alla proprietà dell’abitazione. Con questo progetto di legge si introducono modifiche in favore degli emigrati all’interno della Nazione o residenti all’Estero, così come definiti dalla legge 5 febbraio 1992 n. 91 (Art. 1).
La seconda: “Benefici fiscali in favore dei Cittadini Italiani residenti all’estero”. E’ un articolato di 19 articoli. Molti italiani vorrebbero rientrare ma sono scoraggiati dal regime fiscale che impone grandi sacrifici soprattutto per quanti vogliono investire in Italia. La proposta tende a favorire il rientro dei nostri connazionali con capitali freschi. Si prevede l’esenzione dalla dichiarazione dei redditi per tutti i cittadini residenti all’estero con un reddito annuo inferiore a 5.000€ (art. 2); introduzione di una tassazione ridotta del 50% per le cosiddette “rendite finanziarie” (artt. 3 e 4); esenzione totale delle rendite finanziarie a patto che vengano reinvestite in Italia (art. 5); riduzione al 4% dell’Iva per l’acquisto di beni e/o servizi per avviare o proseguire qualsiasi attività imprenditoriale o professionale (art. 6); riduzione al 10% dell’Iva per l’acquisto di materiali o servizi per la ristrutturazione di immobili di proprietà di residenti all’estero (art. 7); detrazioni fiscali per ristrutturazioni sino a 100.000,00€ per una quota pari al 41% da detrarre in 5 annualità di pari importo (art. 8); a titolo di equiparazione degli italiani non residenti a quelli residenti, si prevede una riduzione del 50% dell’ICI sugli immobili per la prima casa (artt. 12 e 13) ed altro ancora.
Come si può notare, lo scopo è nobile ma non solo, ristabilisce un equilibrio di fondo che sino ad oggi non c’era mai stato. I due progetti di legge tendono a suonare dolenti note affinché esse vengano sentite e corrette da una legislazione equa che tenga conto delle contingenze degli italiani residenti fuori le mura patrie.

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