PRIMA PAGINA

POLITICA

ECONOMIA

GIUSTIZIA

INFORMAZIONE

ESTERI

WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 11 NOVEMBRE 2006
Libertà religiosa nel mondo
Gabriele Vecchione

Papa Benedetto XVI nell’Angelus del 4 dicembre 2005 ha detto: “la libertà religiosa è ben lontana dall’essere ovunque effettivamente assicurata: in alcuni casi essa è negata per motivi religiosi o ideologici; altre volte, pur riconosciuta sulla carta, viene articolata nei fatti dal potere politico oppure, in maniera più subdola, dal predominio culturale dell’agnosticismo e del relativismo”. Quasi un anno dopo, il 28 ottobre scorso, il nunzio apostolico della Santa Sede all’Onu si è detto preoccupato “per quelle realtà sparse nel mondo in cui la libertà di religione e di credo non sussiste per singoli e comunità, specialmente i membri delle minoranze religiose”. Sono affermazioni che vanno documentate e verificate.

Magdi Allam, vicedirettore de “Il Corriere della Sera” il 26 giugno 2006 ha scritto che “la libertà religiosa incarna i valori trascendentali che sono il fondamento delle fedi e della nostra umanità: la sacralità della vita e la dignità della persona”. Attualmente in paesi come Vietnam, Russia, Turchia, Corea del Nord, Cina, Iran, Arabia Saudita e Afghanistan si registrano forti limitazioni della libertà religiosa.
Nel paese di Vladimir Putin, l’11 gennaio scorso sono stati accoltellati nove ebrei e contemporaneamente 20 parlamentari, 500 intellettuali e 5 mila fedeli ortodossi hanno richiesto di dichiarare fuorilegge tutte le organizzazioni ebraiche.
In Cina, all’inizio di agosto sono stati arrestati 90 fedeli cattolici con il loro vescovo, Yao Liang. Le carceri cinese vedono imprigionati 23 sacerdoti. Il vescovo Giacomo Sy Zhimin è stato arrestato nel ’96 ed è tuttora scomparso, come il suo ausiliario, Francesco An Shwin. Dalla fine del 2005 è scomparso Han Dingxian, mentre Giulio Jia Zhigno è stato più volte rapito dagli agenti di pubblica sicurezza.

 

In Turchia, all’omicidio del prete romano don Andrea Santoro al grido di "Allah Akbar!" è seguita un’infame campagna denigratoria verso il povero sacerdote che ha portato il ministro degli esteri, Mehet Aydin, a dire che “i missionari minacciano l’unità della nazione”. I cattolici non hanno personalità giuridica riconosciuta. Un vescovo di Tarso non ha potuto sporgere denuncia, quando gli hanno demolito la casa. I cattolici non possono costruire nuovi istituti di formazione, tantomeno nuove chiese. Già ridotti i cristiani ad esigua minoranza con l’espulsione dei greci ortodossi e il genocidio armeno (1 milione e 800 mila morti), sono all’ordine del giorno aggressioni fisiche a pastori evangelici, a preti cattolici e a chi dall’Islam si è convertito al Cristianesimo. Un mese dopo l’omicidio di don Santoro, è stato accoltellato il suo successore, Pierre Brunissen, che già viveva con la scorta.
In Afghanistan, paese finalmente democratico, l’Islam è religione di Stato, la Sharia la sua legge, c’è la condanna a morte per apostasia per chi rinnega l’Islam: noto il caso di Abdul Rahman, rifugiato in Italia.

In tutto il Vietnam non sono ammessi più di 6 seminari e più di 10 seminaristi per ogni diocesi e ogni 2 anni. Gli aspiranti preti si devono anche sottoporre ad un test di “fedeltà allo Stato”. Ogni nomina di un vescovo dev’essere approvata anche dal governo che, per via di una forte censura, fa stampare un numero limitato di libri religiosi. Gli iscritti al Partito Comunista non possono praticare nessuna religione. Le stesse restrizioni, quando non sono maggiori, sono applicate alle chiese evangeliche.
E’ ovvio che non posso fermarmi ad un’analisi tanto superficiale. Il problema della libertà religiosa nel mondo va affrontato più dettagliatamente. Lo farò nel prossimo articolo per la mia rubrica “Un dovere civile”.

COMMENTA QUESTO ARTICOLo nel blog di centomovimenti.com

un dovere civile
Gabriele Vecchione

Google
Web www.centomovimenti.com
CLICCA QUI PER TORNARE ALLA PRIMA PAGINA

ALTRE NOTIZIE

 

MANDA QUESTO ARTICOLO AD UN AMICO
Inserisci l'indirizzo del destinatario e clicca "invia"