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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 18 NOVEMBRE 2006
Il cocktail micidiale
Tommaso Merlo

Le piazze sono ormai terra di tutti: avvocati e precari, professionisti e studenti, sottosegretari e operai, elettori di centrosinistra e di centrodestra. Tutti uniti dal malcontento verso il governo e la sua Finanziaria. Una contestazione bipartisan che mette in luce il vero cocktail micidiale di cui è vittima Prodi. Altro che Berlusconi. E' infatti osservando le file dei manifestanti scesi in piazza negli ultimi mesi che emerge quella miscela di ipocrisie, egoismi e contraddizioni che impediscono alla politica di esercitare appieno le sue prerogative. Sono scesi in piazza il popolo delle partite IVA e le corporazioni, coloro che si riempiono la bocca di modernizzazione, e poi quando si tratta di ridurre i loro anacronistici privilegi, si chiudono a riccio. Cioè le liberalizzazioni vanno bene solo quando sono applicate agli altri. Si tratta della stessa mentalità che ha legato le mani a Berlusconi. In questa categoria vanno aggiunti anche coloro che sopravvivono grazie ad un generoso assistenzialismo, e che lottano per mantenere la propria quota di torta, qualunque ne sia il costo sociale.

 

E' poi scesa in piazza l'opposizione, la politica dei partiti, che mobilità la propria base per fantomatiche crociate pseudo ideologiche. Le solite strumentalizzazioni a fini egoistici: ieri a Vicenza, domani a Roma, parte dei tecnocrati di centrodestra fanno il loro gioco. A loro non interessa nulla dei capitoli della Finanziaria, a loro interessa semplicemente andare ad elezioni al più presto possibile, e riprendersi la poltrona.
Una faziosità brutale che costringe il paese ad una perenne campagna elettorale, e lo priva di una opposizione degna di una democrazia matura.
In piazza sono poi scesi parlamentari e perfino sottosegretari, una novità che ha messo in luce le divisioni interne alla maggioranza. E soprattutto l'impotenza di molte nomine, che accontentano le clientele, ma che alla prova dei fatti, non riescono a far sentire la loro voce nemmeno all'interno del governo. Un'impotenza frutto delle anacronistiche divisioni partitiche che impediscono alla politica di sviluppare una sintesi e quindi una progettualità unitaria prima di entrare nel palazzo. In sostanza, gli ingredienti del cocktail micidiale di cui è vittima Prodi sono tre: le ipocrisie della società, le strumentali lotte partitocratriche e l'impotenza della politica. Ingredienti che vanno ben oltre i sei mesi del suo governo, e che riguardano tutta la politica e fette di società. Se poi un giorno ci sarà una manifestazione contro gli ingredienti di quel cocktail, in piazza scenderanno solo coloro rivendicano diritti sacrosanti. Compreso quello ad una politica migliore.

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