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Il
Buon Lino Banfi, da nonno innocuo si è
trasformato nel "Padre delle Spose"
suscitando l'ira di molti dei suoi
nipoti traditi. L'attore ha avuto il
coraggio di cambiare, o meglio dire di
svelare una parte di se. La fiction
parte proprio da un'esperienza
familiare, rivela l'attore, che ha
voluto osare tanto portando
l'omosessualità in prima serata in quel
piccolo paese ben pensante che è RAI1,
in un provincialismo televisivo talvolta
più gretto e chiuso di quello di certe
realtà di paese. Un film totalmente
privo di scene imbarazzanti, che però
non ha mancato di suscitare le ire, le
paure e i timori di molti. La cosa
probabilmente è stata cosi contestata
perchè è chiaro a tutti che si fa molta
più fatica ad accettare un modello di
omosessualità femminile che non
maschile. La figura della donna da
sempre è legata a quella della
maternità, e la violazione della legge
naturale è sempre più grave quando
colpisce una donna, destinata fin dalla
nascita al compito della riproduzione
della specie.
La cosa più grave è che in Italia ancora
sia tutto un tabù. Che nelle famiglie se
ne parli apparentementente con
disinvoltura con la speranza che ai
propri figli non passi mai per la testa
l'idea di essere Gay.
Un'apertura mentale solo di facciata,
che svela il proprio imbroglio in
occasioni come queste, quando per
un'innocente fiction si grida alla
censura. Come se la parola "amore"
conoscesse la differenza di sesso. Come
se una storia finita male facesse male
solo agli eterosessuali. Invece ci sono
persone che pur di non offendere il
comune senso del pudore sono costrette a
vivere le proprie gioie e i propri
dolori in silenzio, anche di fronte ai
propri amici e familiari più stretti.
Silenzi, che fanno male soprattutto
quando uno avrebbe voglia di urlare e
piangere, proprio come fanno tutti.
I gay e le lesbiche non sono una setta,
ma persone come tutte le altre, che
amano, soffrono, lavorano e studiano
proprio come tutti gli altri. Non sono
"gli altri" ma spesso sono quelli che ci
stanno vicino, ma che non escono allo
scoperto per la paura di ferirci o
stupirci troppo. Sono i nostri amici,
spesso i figli che non vogliamo vedere,
sono quelli che ci riempiono la vita e
che noi stessi condanniamo ad una vita
di cose taciute.
Gli omosessuali sono proprio tali e
quali a noi. Quando ce lo metteremo in
testa?
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