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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 28 NOVEMBRE 2006
I risultati per caso di una giornata particolare
Daniela Gaudenzi

La speranza di fare chiarezza, di contribuire a dissipare o confermare l’ipotesi, suffragata da non pochi e rilevanti indizi, che i risultati delle elezioni del 9 e del 10 siano stati truccati è sempre più remota, almeno sul fronte del controllo delle schede bianche.
Se fino a all’altro giorno dalla procura di Roma facevano sapere che la richiesta di riconteggio delle schede bianche da parte della magistratura era molto remota, lunedì 27 novembre si è saputo che è semplicemente inesistente. Secondo i lanci di agenzia (adnkronos, ansa) le schede bianche non saranno ricontate perché i dati diffusi dal Viminale “hanno soltanto valore divulgativo” mentre “la procedura con valore ufficiale è solo quella di tipo cartaceo senza trasmissione telematica”.

Dunque sulla base di quanto riferito dal direttore centrale dell’ufficio del Viminale , il prefetto Adriana Fabbretti, i magistrati titolari dell’inchiesta scaturita dal film-inchiesta di Enrico Deaglio non ritengono necessario procedere al riconteggio delle schede bianche.
Non risulta di immediatissima percezione il nesso logico tra il contenuto dell’audizione e la decisione, ma soprattutto rimane totalmente irrisolto un aspetto tutt’altro che irrilevante: la definizione precisa del ruolo e delle responsabilità del ministero dell’Interno.
Nelle stesse ore e per essere più precisi, da qualche giorno, le edicole non riescono a soddisfare le richieste dei tanti cittadini elettori che in quanto tali e, a prescindere dalla parte politica, desidererebbero informazione e chiarezza su come si è pervenuti al risultato, di quell’ atto basilare della democrazia, che è il voto, benché tanto svilito dalla nuova partitocrazia.

Anche chi scrive, è tra coloro, tantissimi, che desiderano vedere senza alcun tipo di pregiudizio né in positivo, né in negativo, un film che è in primo luogo un’inchiesta giornalistica che tenta di rispondere ad alcune domande rimaste senza risposta e di ripercorrere una giornata e nottata elettorale molto “particolari” in un paese ed in un clima molto “particolare” a cui molti, troppi, anche in buonissima fede e sinceramente democratici, si sono inconsapevolmente assuefatti.
Le domande sono arcinote: in primo luogo il calo rilevantissimo delle schede bianche dal 4,2% delle politiche del 2001, in cui tra l’altro era presente un partito come l’IDV che correva autonomamente, fuori dai due schieramenti, all’ 1,1% del 2006, per di più spalmato in modo incredibilmente omogeneo su tutto territorio.
Gli scettici a priori sulla “teoria del complotto” di Deaglio obiettano che alle precedenti europee ed amministrative la percentuale delle bianche era vicina a quella del 2006, ma si tratta di dati non omogenei quindi poco rilevanti, e che il crollo delle bianche a favore di FI è da ascrivere alla capacità di Berlusconi di portare a votare anche l’ultimo dei suoi a fronte della desolante campagna elettorale del centro sinistra, in particolare nelle ultime settimane. Circostanze, queste che dovrebbero spiegare anche la débacle degli ultimi sondaggi e degli exit poll in merito ai brillanti risultati di FI e al numero irrisorio delle bianche.
Poi c’è la giornata singolare con un pomeriggio in cui il flusso dei dati si interrompe a lungo e misteriosamente, mentre il ministro dell’Interno si reca ripetutamente a palazzo Grazioli, e la nottata “drammatica” con l’uscita dello staff di FI che denuncia i brogli dei soliti “comunisti” e Fassino che non si fa vedere fino alla tre di notte per apparire più terreo di un fantasma ad annunciare una “vittoria” di soli 24.000 voti che, forse è bene ricordarlo, Silvio Berlusconi deve ancora formalmente riconoscere.
Ed il clima si era già annunciato: il giro vorticoso dei nuovi prefetti poco prima delle elezioni; il preannuncio mediatico dei brogli che la CDL ha continuato a cavalcare come effetto post elettorale destabilizzante e paralizzante sull’ assetto istituzionale a tempo indeterminato; il silenzio iper prolungato per sette mesi a proposito delle schede bianche del Viminale, che ora ci fa sapere dal direttore centrale dell’ ufficio che i suoi dati sono meramente divulgativi (cosa che farebbe apparire ancora più ingiustificato il ritardo); la singolare coincidenza che la società informatica addetta allo scrutinio elettronico in ben quattro regioni abbia come partner il figlio del ministro dell’Interno.

 

Oggi dovrebbero essere ascoltati dai magistrati, dopo il prefetto Fabretti, gli autori del film che nel loro dvd Uccidete la democrazia! hanno ipotizzato che sia stato utilizzato un software in grado di “trasformare le schede bianche in voti di preferenza” e hanno spiegato come “il programmino di Curtis potrebbe essere stato introdotto, fatto funzionare e poi fatto sparire senza lasciare tracce” aggiungendo pure che chi l’ ha introdotto avrebbe anche potuto credere che “il programma serviva a qualche altro scopo del tutto lecito”.
Mentre tanti cittadini che non si sentono rappresentati né all’interno delle istituzioni, né tanto meno da un’informazione sedativa o depistante sempre più supervespizzata, desiderano conoscere per valutare, la politica a destra, comprensibilmente e coerentemente, insulta e denigra gli autori e a sinistra un po’ meno comprensibilmente continua a “quietare, sopire, tacere” o legittimare a prescindere il risultato così come è ed in qualsiasi modo raggiunto.
La cosiddetta informazione anche in questa occasione non si è risparmiata e la seconda rete del servizio pubblico ha dato un contributo rilevante per l’accertamento della verità su un tema così cruciale.
A Confronti dove si “fronteggiano” Luca Telese, firma storica del Giornale e Maria Giovanna Maglie filo-craxiana e filo-berlusconiana senza soluzione di continuità (ergo di sinistra secondo i parametri di Fabrizio Rondolino) sotto la conduzione dell’ex direttore della Padania Gigi Moncalvo, la domanda di fondo sulla ipotesi brogli è stata: ma perché la procura di Roma ha dimostrato tanto attivismo riguardo il film-inchiesta di Deaglio e non si è mai mossa sull’imput delle denunce di Berlusconi?

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Daniela Guadenzi

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