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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 30 NOVEMBRE 2006
Brogli o non brogli, chi vuole la verità?
Stefano Santachiara

Da poco più di una settimana tutti si sono accorti delle gravi anomalie avvenute prima, durante e dopo le elezioni del 10 aprile, i cui risultati completi, coi dati di schede bianche e nulle, non sono ancora stati resi noti. Sette mesi di attesa e di silenzio, una cosa inimmaginabile in un paese democratico. C'è voluta l'uscita del film di Beppe Cremagnani ed Enrico Deaglio, "Uccidete la democrazia" (regia di Ruben H. Oliva), già esaurito dopo alcune ore dall'uscita venerdì scorso in allegato con l'ultimo numero di "Diario", per svegliare tv e giornali, sondaggisti ed esperti di flussi elettorali, politici di destra e di sinistra, Procura di Roma e Giunta per le elezioni. Tutti ricordano quello strano 10 aprile. Il vantaggio del centrosinistra si assottiglia di ora in ora, proprio come previsto dal responsabile dell'ufficio elettorale di Forza Italia Denis Verdini, che mentre gli exit pool danno ancora 5 punti di differenza si dice convinto di un "testa a testa alla Camera" (ore 15,45). La lentezza nei conteggi e il blocco serale dell'afflusso dei dati, il Ministro degli Interni Giuseppe Pisanu che in pieno spoglio lascia il Viminale per ben due volte, per recarsi a Palazzo Grazioli da Silvio Berlusconi. Un fatto senza precedenti. Così come assolutamente inusuali erano stati alcuni provvedimenti presi prima del voto: una riforma elettorale a colpi di maggioranza che ha portato ad un sistema misto con proporzionale alla Camera e maggioritario su base regionale al Senato(con l'alta probabilità di provocare maggioranze diverse o perlomeno ridurre il vantaggio di seggi della coalizione vincente), la nomina di 12 nuovi prefetti con procedura d'urgenza, il nuovo meccanismo di selezione degli scrutatori, scelti dalle Commissioni dei Comuni e non più sorteggiati, mentre Forza Italia formava i "legionari azzurri" che avrebbero dovuto farsi valere ai seggi, infine il nuovo sistema di scrutinio elettronico in 4 Regioni in bilico(Liguria, Sardegna, Lazio e Puglia) affidato ad una società che ha come partner il figlio di Pisanu. Sistema che, secondo il titolare della agenzia informatica sarda "Ales" Antonio Puddu, "non è sicuro perché con due semplici clic il risultato può essere ritoccato". Poi ci sono le anomalie numeriche uscite dalle urne: il crollo delle schede bianche, da 1.692.048 ad appena 445.497, 1.246.551 in meno in soli 5 anni, mentre il numero dei votanti decresce (39.424.967 contro i 40.190.274 del 2001). Schede che sono incredibilmente ripartite in modo omogeneo, con percentuali tra l'1 e il 2% circa, in tutte le province della penisola. Dopo 7 mesi nessuno le ha ancora ufficializzate: né il Viminale, né la Cassazione che ha convalidato l'estratto dei verbali delle circoscrizioni presso le Corti d'Appello solo per i voti delle liste al Senato. Un mistero che Deaglio e Cremagnani chiamano "la scomparsa di Bianca". Tutti gli istituti di ricerca, inoltre, sbagliano i risultati di Forza Italia e delle bianche, che sono invertiti. Gli autori del docu-thriller avanzano la tesi che sia stato installato un software in grado di trasformare automaticamente quelle schede di nessuno in voti per la lista degli "azzurri". Il programma elettronico esiste, essendo stato usato per truccare le elezioni del 2000 in Florida, ma si tratta di un'ipotesi altamente improbabile, in quanto significherebbe che siamo circondati da una rete nazionale di pubblici ufficiali complici: tutte le sezioni elettorali, le Prefetture, i Tribunali e le circoscrizioni presso le Corti d'Appello che hanno copia dei verbali ufficiali. Restano però sul campo tutte le anomalie di cui sopra, denunciate da Deaglio e prima ancora dal libro "Il Broglio, romanzo simultaneo",scritto da un anonimo Agente Italiano, in cui però si sostiene che i brogli- l'assegnazione delle schede bianche a Forza Italia- siano avvenuti nei seggi. Del libro ovviamente nessuno parla, almeno fino a quando in un'intervista televisiva Deaglio non lancia la sua suggestiva tesi, tecnicamente insostenibile ma così "esplosiva" da costringere finalmente i media a mettere al centro il tema dei brogli. E il film, oltre ad alimentare il tormentone del software truffaldino col grafico dell'avvicinamento progressivo e automatico del centrodestra nel corso della giornata, mette sul piatto elementi utilissimi proprio a sostenere l'altra ipotesi, quella dei brogli ai seggi. Il giornalista della Gazzetta di Modena Stefano Bellentani che osserva come i Ds in sezione lamentassero la difformità dei dati del verbale arrivato in Prefettura, gli inviti dei partiti di centrosinistra a presidiare seggi e Prefetture, il panico per lo spoglio a rilento. E soprattutto la richiesta di Deaglio e Cremagnani di "ricontare le schede bianche", che sarebbe inutile per il confronto tra verbali corretti e dati presunti sbagliati del Viminale, ma consentirebbe proprio di trovare gli eventuali verbali truccati per brogli nelle sezioni. Ovviamente non ci sono prove, ma alle tante, troppe anomalie, nessuno ha ancora dato spiegazioni nel merito. Si è detto che "il centrodestra ha comunque perso le elezioni, dunque sarebbe stato un imbroglio inutile". Invece c'è una notevole differenza tra una maggioranza solida e quella attuale, risicata al Senato, che non riesce a modificare alcuna legge gradita ai berluscones. Quanto al fatto che non sia avvenuto il sorpasso, la ricostruzione di Gola Profonda è che il Ministro degli Interni Pisanu, a 24mila voti dal traguardo, si sia opposto alle richieste dell'allora premier, il quale avrebbe anche chiesto a Ciampi di controfirmare un decreto per sospendere i risultati e ricontare le schede contestate. Sul cui numero si segnala un altro giallo:"Per Berlusconi erano 43mila- spiega Orazio Licandro del Pdci- la metà provenienti da due sole province siciliane Catania ed Enna; a Catania il Viminale per 3 giorni ha parlato di 19.142 schede contestate quando la prefettura etnea continuava a far notare che erano solo 33". Un'altra obiezione è che a denunciare per primo i brogli è stato Berlusconi.

 

Ma a parte quell'inquietante tentativo di sospendere la proclamazione di Prodi, il non riconoscimento della vittoria dell'Unione, il solito lacrimamento sui brogli dei comunisti alternato a proposte di Grosse Koalition, il leader di Forza Italia non ha mai formalizzato alcuna richiesta ufficiale di riconteggio. E il controllo non arriverà neppure dall'inchiesta giudiziaria: l'inchiesta sui brogli aperta a tempo di record dalla Procura di Roma dopo l'uscita di "Uccidete la democrazia" viaggia già verso l'archiviazione. Alla luce della conferma, da parte del responsabile dell'ufficio elettorale del Viminale, che i dati ufficiali non sono quelli del Ministero ma quelli cartacei inviati dalle singole sezioni, i pm romani hanno denunciato gli stessi autori Deaglio e Cremagnani per "diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose tese a turbare l'ordine pubblico" e non sembrano avere la minima intenzione di effettuare il riconteggio. Singolare che considerino inimmaginabile- in riferimento alla tesi del libro "Il Broglio"- anche la manomissione materiale delle schede bianche durante lo spoglio, con la motivazione che bisognerebbe pensare al coinvolgimento di migliaia di persone. A parte il fatto che un soggettivo calcolo probabilistico non dovrebbe escludere un controllo, perché circoscrivere il ventaglio delle ipotesi seguendo rigidamente i binari delle due tesi in campo, di cui solo una tecnicamente insostenibile? Oltre all'alterazione manuale delle schede (che, certo, non può essere di grandi proporzioni) i brogli nei seggi potrebbero anche essere avvenuti nella fase finale di compilazione dei verbali. I quali, vero, sono ufficiali e spediti su cartaceo a Prefetture, Tribunali e Circoscrizioni ma non si può affermare con certezza, senza un'apposita verifica, che sono stati scritti tutti correttamente. Poi c'è la questione dello scrutinio elettronico sperimentato in 4 Regioni e messo sotto accusa dall'agenzia sarda"Ales". Il Ministro degli Interni Amato ieri ha voluto rassicurare "che il sistema elettronico riguardava unicamente il voto e non il conteggio (lo scrutinio è il "raccogliere i voti in un'elezione facendone il computo", Dizionario Garzanti, ndr) e non ha avuto alcun rilievo ai fini delle elezioni giuridicamente valide", aggiungendo sibillino che "la firma elettronica può essere truccata e taroccata: rinunciamo quindi ai benefici dell'evoluzione tecnologica e ci affidiamo al conteggio manuale". Anche prendendo per buona questa versione- singolare che si sia sperimentato il voto elettronico per velocizzare i tempi ma poi per il conteggio siano stati utilizzati solo i voti cartacei - repetita juvant: chi ci assicura che non siano avvenuti brogli durante lo spoglio e la compilazione dei verbali? Tra l'altro questo tipo di truffa non necessita di migliaia di persone ma di un pool di esperti, e verrebbe subito scoperta con la riconta manuale. La possibilità di fare chiarezza, a questo punto, è tutta nelle mani del centrosinistra, che detiene la maggioranza nella Giunta per le elezioni. Perché non propone il riconteggio delle schede? Se risultasse tutto regolare sarebbe un'ottima notizia per la nostra gracile democrazia, se il risultato elettorale venisse ribaltato in favore del centrodestra sarebbe giusto rispettare la volontà popolare, se invece il riconteggio accertasse i brogli di Forza Italia, per Berlusconi sarebbe finita. Appunto.

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