|
Da
poco più di una settimana tutti si sono
accorti delle gravi anomalie avvenute
prima, durante e dopo le elezioni del 10
aprile, i cui risultati completi, coi
dati di schede bianche e nulle, non sono
ancora stati resi noti. Sette mesi di
attesa e di silenzio, una cosa
inimmaginabile in un paese democratico.
C'è voluta l'uscita del film di Beppe
Cremagnani ed Enrico Deaglio, "Uccidete
la democrazia" (regia di Ruben H.
Oliva), già esaurito dopo alcune ore
dall'uscita venerdì scorso in allegato
con l'ultimo numero di "Diario", per
svegliare tv e giornali, sondaggisti ed
esperti di flussi elettorali, politici
di destra e di sinistra, Procura di Roma
e Giunta per le elezioni. Tutti
ricordano quello strano 10 aprile. Il
vantaggio del centrosinistra si
assottiglia di ora in ora, proprio come
previsto dal responsabile dell'ufficio
elettorale di Forza Italia Denis
Verdini, che mentre gli exit pool danno
ancora 5 punti di differenza si dice
convinto di un "testa a testa alla
Camera" (ore 15,45). La lentezza nei
conteggi e il blocco serale
dell'afflusso dei dati, il Ministro
degli Interni Giuseppe Pisanu che in
pieno spoglio lascia il Viminale per ben
due volte, per recarsi a Palazzo
Grazioli da Silvio Berlusconi. Un fatto
senza precedenti. Così come
assolutamente inusuali erano stati
alcuni provvedimenti presi prima del
voto: una riforma elettorale a colpi di
maggioranza che ha portato ad un sistema
misto con proporzionale alla Camera e
maggioritario su base regionale al
Senato(con l'alta probabilità di
provocare maggioranze diverse o
perlomeno ridurre il vantaggio di seggi
della coalizione vincente), la nomina di
12 nuovi prefetti con procedura
d'urgenza, il nuovo meccanismo di
selezione degli scrutatori, scelti dalle
Commissioni dei Comuni e non più
sorteggiati, mentre Forza Italia formava
i "legionari azzurri" che avrebbero
dovuto farsi valere ai seggi, infine il
nuovo sistema di scrutinio elettronico
in 4 Regioni in bilico(Liguria,
Sardegna, Lazio e Puglia) affidato ad
una società che ha come partner il
figlio di Pisanu. Sistema che, secondo
il titolare della agenzia informatica
sarda "Ales" Antonio Puddu, "non è
sicuro perché con due semplici clic il
risultato può essere ritoccato". Poi ci
sono le anomalie numeriche uscite dalle
urne: il crollo delle schede bianche, da
1.692.048 ad appena 445.497, 1.246.551
in meno in soli 5 anni, mentre il numero
dei votanti decresce (39.424.967 contro
i 40.190.274 del 2001). Schede che sono
incredibilmente ripartite in modo
omogeneo, con percentuali tra l'1 e il
2% circa, in tutte le province della
penisola. Dopo 7 mesi nessuno le ha
ancora ufficializzate: né il Viminale,
né la Cassazione che ha convalidato
l'estratto dei verbali delle
circoscrizioni presso le Corti d'Appello
solo per i voti delle liste al Senato.
Un mistero che Deaglio e Cremagnani
chiamano "la scomparsa di Bianca". Tutti
gli istituti di ricerca, inoltre,
sbagliano i risultati di Forza Italia e
delle bianche, che sono invertiti. Gli
autori del docu-thriller avanzano la
tesi che sia stato installato un
software in grado di trasformare
automaticamente quelle schede di nessuno
in voti per la lista degli "azzurri". Il
programma elettronico esiste, essendo
stato usato per truccare le elezioni del
2000 in Florida, ma si tratta di
un'ipotesi altamente improbabile, in
quanto significherebbe che siamo
circondati da una rete nazionale di
pubblici ufficiali complici: tutte le
sezioni elettorali, le Prefetture, i
Tribunali e le circoscrizioni presso le
Corti d'Appello che hanno copia dei
verbali ufficiali. Restano però sul
campo tutte le anomalie di cui sopra,
denunciate da Deaglio e prima ancora dal
libro "Il Broglio, romanzo
simultaneo",scritto da un anonimo Agente
Italiano, in cui però si sostiene che i
brogli- l'assegnazione delle schede
bianche a Forza Italia- siano avvenuti
nei seggi. Del libro ovviamente nessuno
parla, almeno fino a quando in
un'intervista televisiva Deaglio non
lancia la sua suggestiva tesi,
tecnicamente insostenibile ma così
"esplosiva" da costringere finalmente i
media a mettere al centro il tema dei
brogli. E il film, oltre ad alimentare
il tormentone del software truffaldino
col grafico dell'avvicinamento
progressivo e automatico del
centrodestra nel corso della giornata,
mette sul piatto elementi utilissimi
proprio a sostenere l'altra ipotesi,
quella dei brogli ai seggi. Il
giornalista della Gazzetta di Modena
Stefano Bellentani che osserva come i Ds
in sezione lamentassero la difformità
dei dati del verbale arrivato in
Prefettura, gli inviti dei partiti di
centrosinistra a presidiare seggi e
Prefetture, il panico per lo spoglio a
rilento. E soprattutto la richiesta di
Deaglio e Cremagnani di "ricontare le
schede bianche", che sarebbe inutile per
il confronto tra verbali corretti e dati
presunti sbagliati del Viminale, ma
consentirebbe proprio di trovare gli
eventuali verbali truccati per brogli
nelle sezioni. Ovviamente non ci sono
prove, ma alle tante, troppe anomalie,
nessuno ha ancora dato spiegazioni nel
merito. Si è detto che "il centrodestra
ha comunque perso le elezioni, dunque
sarebbe stato un imbroglio inutile".
Invece c'è una notevole differenza tra
una maggioranza solida e quella attuale,
risicata al Senato, che non riesce a
modificare alcuna legge gradita ai
berluscones. Quanto al fatto che non sia
avvenuto il sorpasso, la ricostruzione
di Gola Profonda è che il Ministro degli
Interni Pisanu, a 24mila voti dal
traguardo, si sia opposto alle richieste
dell'allora premier, il quale avrebbe
anche chiesto a Ciampi di controfirmare
un decreto per sospendere i risultati e
ricontare le schede contestate. Sul cui
numero si segnala un altro giallo:"Per
Berlusconi erano 43mila- spiega Orazio
Licandro del Pdci- la metà provenienti
da due sole province siciliane Catania
ed Enna; a Catania il Viminale per 3
giorni ha parlato di 19.142 schede
contestate quando la prefettura etnea
continuava a far notare che erano solo
33". Un'altra obiezione è che a
denunciare per primo i brogli è stato
Berlusconi.
Ma a parte quell'inquietante tentativo
di sospendere la proclamazione di Prodi,
il non riconoscimento della vittoria
dell'Unione, il solito lacrimamento sui
brogli dei comunisti alternato a
proposte di Grosse Koalition, il leader
di Forza Italia non ha mai formalizzato
alcuna richiesta ufficiale di
riconteggio. E il controllo non arriverà
neppure dall'inchiesta giudiziaria:
l'inchiesta sui brogli aperta a tempo di
record dalla Procura di Roma dopo
l'uscita di "Uccidete la democrazia"
viaggia già verso l'archiviazione. Alla
luce della conferma, da parte del
responsabile dell'ufficio elettorale del
Viminale, che i dati ufficiali non sono
quelli del Ministero ma quelli cartacei
inviati dalle singole sezioni, i pm
romani hanno denunciato gli stessi
autori Deaglio e Cremagnani per
"diffusione di notizie false, esagerate
e tendenziose tese a turbare l'ordine
pubblico" e non sembrano avere la minima
intenzione di effettuare il riconteggio.
Singolare che considerino
inimmaginabile- in riferimento alla tesi
del libro "Il Broglio"- anche la
manomissione materiale delle schede
bianche durante lo spoglio, con la
motivazione che bisognerebbe pensare al
coinvolgimento di migliaia di persone. A
parte il fatto che un soggettivo calcolo
probabilistico non dovrebbe escludere un
controllo, perché circoscrivere il
ventaglio delle ipotesi seguendo
rigidamente i binari delle due tesi in
campo, di cui solo una tecnicamente
insostenibile? Oltre all'alterazione
manuale delle schede (che, certo, non
può essere di grandi proporzioni) i
brogli nei seggi potrebbero anche essere
avvenuti nella fase finale di
compilazione dei verbali. I quali, vero,
sono ufficiali e spediti su cartaceo a
Prefetture, Tribunali e Circoscrizioni
ma non si può affermare con certezza,
senza un'apposita verifica, che sono
stati scritti tutti correttamente. Poi
c'è la questione dello scrutinio
elettronico sperimentato in 4 Regioni e
messo sotto accusa dall'agenzia sarda"Ales".
Il Ministro degli Interni Amato ieri ha
voluto rassicurare "che il sistema
elettronico riguardava unicamente il
voto e non il conteggio (lo scrutinio è
il "raccogliere i voti in un'elezione
facendone il computo", Dizionario
Garzanti, ndr) e non ha avuto alcun
rilievo ai fini delle elezioni
giuridicamente valide", aggiungendo
sibillino che "la firma elettronica può
essere truccata e taroccata: rinunciamo
quindi ai benefici dell'evoluzione
tecnologica e ci affidiamo al conteggio
manuale". Anche prendendo per buona
questa versione- singolare che si sia
sperimentato il voto elettronico per
velocizzare i tempi ma poi per il
conteggio siano stati utilizzati solo i
voti cartacei - repetita juvant: chi ci
assicura che non siano avvenuti brogli
durante lo spoglio e la compilazione dei
verbali? Tra l'altro questo tipo di
truffa non necessita di migliaia di
persone ma di un pool di esperti, e
verrebbe subito scoperta con la riconta
manuale. La possibilità di fare
chiarezza, a questo punto, è tutta nelle
mani del centrosinistra, che detiene la
maggioranza nella Giunta per le
elezioni. Perché non propone il
riconteggio delle schede? Se risultasse
tutto regolare sarebbe un'ottima notizia
per la nostra gracile democrazia, se il
risultato elettorale venisse ribaltato
in favore del centrodestra sarebbe
giusto rispettare la volontà popolare,
se invece il riconteggio accertasse i
brogli di Forza Italia, per Berlusconi
sarebbe finita. Appunto.
COMMENTA QUESTO ARTICOLo nel blog di
centomovimenti.com
|