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Il
servizio preparato dalla trasmissione
televisiva Le Iene sulla droga
all'interno del Parlamento non è potuto
andare in onda. Lo ha deciso il Garante
della Privacy, secondo il quale "vi è
stata una raccolta illecita di dati di
natura sensibile in quanto attinenti
allo stato di salute".
Con un trucco semplice ma molto efficace
(asciugare con un tampone il sudore
sulla fronte durante un’intervista),
alcuni giornalisti della trasmissione
erano riusciti ad effettuare un test
anti-droga su cinquanta parlamentari.
Il risultato di questa “indagine” è
incredibile: un terzo dei deputati
italiani fa uso di droga, quasi uno su
dieci assume cocaina.
Le Iene avevano subito reso noto che,
per ovvie ragioni di privacy, i nomi di
coloro che sono risultati positivi non
sarebbero stati pubblicati. Eppure il
Garante ha deciso ugualmente di bloccare
la trasmissione.
"Rispetto molto il garante, ma chiedo di
liberare e dissequestrare le Iene - ha
protestato il Radicale Daniela Capezzone
- la privacy vale, ma la libertà di
informazione vale anche di più. No alla
censura".
Sulla stessa lunghezza d'onda anche il
diessino Franco Grillini, una delle
"vittime" delle Iene.
"Io oggi lancio una sfida a Le Iene e ad
Italia Uno, chiedendo di trasmettere la
mia intervista senza camuffare la mia
voce o il mio volto - ha affermato - io
non ho niente da nascondere. Ho detto
che ne ho fatto uso in passato, ho detto
che le mie droghe preferite sono altre,
il vino di buona qualità e il sesso, e
che ognuno ha le droghe che preferisce".
Sul piede di guerra, invece, l'aennina
Daniela Santanché, secondo la quale il
comportamento delle Iene è stato
inaccettabile: "Stiamo diventando Il
Grande Fratello. Fare una cosa del
genere a totale insaputa degli
interessati equivale a cancellare quello
che è uno stato di diritto".
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