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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 12 OTTOBRE 2006
Il partito democratico nascera' democraticamente?
STEFANO SANTACHIARA
 

La proposta di primarie per il costituendo Partito Democratico avanzata da Vassallo li ha terrorizzati. E chi sarà mai questo marziano che propone di continuare nella strada intrapresa e promessa agli elettori, quella delle consultazioni democratiche per la scelta dei leader e dei propri rappresentanti? Non sa, il dottor Vassallo, che lo zapaterismo, o meglio dire la credibilità e l'onestà (perlomeno intellettuale, poi ad abundantiam) non s'usa qui ad Inciuciopoli e Cadregopoli? La sostanza dei dibattiti infiniti che sentiremo da qui ai prossimi mesi, quelli che ci separano dalla nascita del Partito Democratico, è tutta qui. Difficile districarsi tra limature e distinguo, tra chi parla di primarie di seconda e di terza generazione, e chi blatera di quote di esponenti dei partiti e della società civile, i primi naturalmente nominati, i secondi eletti. In effetti, per replicare alla regoletta semplice semplice di "una testa un voto", notoriamente stalinista, ci voleva la moderna proposta di una ripartizione tra nominati Ds, nominati Margherita, e una minoranza di eletti(tra i due partiti o, bontà loro, fra altri candidati non espressione della nomenklatura evergreen) che ricorda la Francia pre-rivoluzione. All'impenitente democratico Vassallo una bella risposta riformista in senso feudale da parte di vassalli e valvassori. E' ovvio che su questo dibattito pesano le identità e la collocazione del neoaggregato di centrosinistra nel Parlamento europeo, ma molto meno di quanto Lorsignori vogliano fare credere. O, per meglio dire, sono interessati soprattutto alle conseguenze di tali scelte. I dalemiani infatti, recordmen del doppio carpiato in campo avverso, sponsor viventi dell'economia finanziaria e immobiliare(persino Fassino, nell'estate delle scalate illecite concertate dei furbetti, disse che "immobiliaristi e chi fa finanza hanno la stessa dignità di chi produce auto", garantendo però posti di lavoro, rispetto delle leggi e pagamento delle tasse, differenza non irrilevante da sinistra), delle lobby particolari rispetto all'interesse generale, oltrechè fautori del peggior revisionismo storico (il presidentissimo Violante che riabilitò per primo Salò) e sociale (dai provvedimenti che hanno reso il lavoro più precario al sempre maggiore disinteresse per salari e pensioni), sono tutto fuorchè affezionati, nei fatti, alle parole "socialista" o "sinistra". Il problema, come sempre, sono i voti e le quote di potere che difendono strenuamente. E se, una volta nato il Partito Democratico, dovessero ricomparire quelle paroline in un partito o in una federazione di Sinistra che andasse ad occupare lo spazio enorme lasciato vuoto dai defunti Ds, sarebbe un antipatico inconveniente. Ma Baffetto non tema: cosa potrà mai arrivare da una Sinistra targata Mussi-Salvi-Bandoli-Cofferati che in questi 12 anni non ha saputo neppure smarcarsi durante la guerra d'aggressione alla Serbia(mozioncina innocua in Parlamento per uno stop ai raid),la Bicamerale, la mancata legge sul conflitto d'interessi, i voti assieme a Forza Italia per salvare dagli arresti Dell'Utri e Previti, il megadibattito sulla questione morale dopo lo scandalo Unipol risolto con mozione unitaria, l'ultimo indulto e la prossima legge-bavaglio e limita intercettazioni? Formeranno al loro correntina dentro il Pd, no problem. Il vero pericolo oggi, visto che qualche prodiano e rutelliano mostra di crederci, si chiama "primarie". Che ora sono diventate "staliniste", e causa dello scioglimento nell'acido dei partiti. Non si obbietti che sono consultazioni democratiche e trasparenti in cui Ds e Margherita sarebbero comunque liberissimi di candidare tutti i propri dirigenti. Hai visto mai che gli elettori si ricordino di vergogne e inciuci passati, presenti e futuri?

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