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Politica
“debole” o politici indifendibili? C’è
l’imbarazzo nella scelta di esempi di
mala politica a livello locale,
nazionale, internazionale, tanto che non
si sa da dove cominciare.
Forse dall’ “amico Vladimir”, vittima
naturalmente secondo l’amico Silvio
della solita disinformazione, che
nell’arco di pochi giorni esprime
ammirazione ed invidia per il collega
israeliano inquisito per una decina di
molestie e violenze sessuali e a
seguire, imbarazzato per la violazione
sistematica dei più elementari diritti
nel suo paese, risponde che la mafia
l’abbiamo inventata noi. Peccato che non
l’abbia ricordato al suo ospite, al
tempo anche capo del governo italiano,
magari in presenza di Marcello Dell’Utri,
nel corso di uno dei suoi principeschi
soggiorni a villa La Certosa con figlie
al seguito.
Forse dall’ex premier Aznar che
contrariato da una domanda sgradita
infila con disappunto la penna nella
scollatura dell’impertinente
interlocutrice.
Ma dai casi più pittoreschi, almeno per
la ribalta internazionale, si può
scendere all’ordinaria quotidianità di
casa nostra. Molto scalpore ha
naturalmente suscitato l’esame
“tossicologico” politicamente scorretto
della Iene ai nostri parlamentari, per
un terzo almeno “stupefatti”.
Ma più grande stupefazione e
costernazione dovrebbe aver suscitato in
elettori di media avvedutezza l’esito
del test di “cultura generale” o
“moderna” sempre in ambito
politico-parlamentare. Dopo le rovinose
cadute su scoperta dell’America e
rivoluzione francese dello scorso anno,
i nuovi eletti si sono prodotti in
risposte che sembrano uscite
dall’indimenticabile sketch di Water
Chiari e Carlo Campanini “Il Sarchiapone”.
“Mandela…un presidente… che è un po’…
sudamericano, del Brasile” (Francesco
Paolo Lucchese, UDC); “La Consob, la
Consob….mi dica lei cosa è la Consob… è
la commissione che controlla….”
(Elisabetta Gardini, portavoce di FI);
“Darfour: è una moda non italiana…
Darfour… sono cose fatte in fretta”
(Giuseppe Fini, FI). Certo è facile
obiettare che non spere chi è Nelson
Mandela o cosa è la Consob o il Darfour
non è proprio come elogiare uno
stupratore, ma è sempre un insulto ed
una umiliazione nei confronti dei propri
elettori, anche nell’ipotesi, da
dimostrare, che essi non siano migliori
degli eletti, e soprattutto delle
istituzioni che rappresentano e dei
cittadini nella loro totalità.
Un rappresentate delle istituzioni al
massimo livello, l’attuale ministro
della giustizia, nonché sindaco di
Ceppaloni, Clemente Mastella, in una
recente partecipazione a Matrix dopo
aver definito La pupa e il secchione una
trasmissione “cult” ha dichiarato
testualmente “ebbene sì, mi sono
esaltato perché in quel programma così
seguito da tanti giovani, hanno
riconosciuto me e non Giuseppe Verdi”.
Poi dopo essersi autocompiaciuto per
aver querelato Giorgio Bocca, che ha
scritto di alcuni finanziamenti per le
nozze “istituzionali” del figlio a
Ceppaloni, ha voluto chiarire
ulteriormente anche il rapporto tra
politica ed informazione “Con i miei
voti devo concorrere a sostenere uno
come Santoro che ha in redazione un
giornalista che parla contro di me e che
ha fatto anche un libro molto voluminoso
in cui comunque non ci sono…..ma non
voglio fargli pubblicità…”.
Un personaggio come questo, “arrivato
per caso”, secondo la sua puntuale
definizione, a capo di uno dei ministeri
più rilevanti e più delicati, che si
lamenta di dover mantenere in vita
“trasmissioni di sinistra dove non mi
invitano, mentre mi invitano sempre da
Vespa o a Mediaset”, non è un oltraggio
all’intelligenza e alla sensibilità dei
poveri elettori del centro sinistra?
Non a caso AnnoZero, ed i giornalisti
con cui se la prende Mastella, Miche
Santoro e Marco Travaglio sono insieme
alla redazione di Report i più
bersagliati dai politici di ogni
schieramento.
Basta vedere le reazioni dei Totò
Cuffaro, la cui regione spende per
stipendi e consulenze corrisposte cifre
da manovra finanziaria, dei Bassolino,
delle Jervolino, dei Loiero i quali
denunciano i servizi giornalistici che
non si riducono a spot promozionali,
come favori resi a mafia, camorra ed
‘ndrangheta e pretenderebbero puntate
“riparatrici” condotte possibilmente da
una “equivicina” a chiunque come Anna la
Rosa.
Nel corso dell’ultima puntata di
AnnoZero dedicata alla Calabria ad un
anno dall’omicidio Fortugno, ed
aggredita dalla politica più delle
precedenti, Franco Minniti, diessino,
calabrese, sottosegretario agli interni,
dopo aver usato quasi tutto il suo tempo
a difendere un amministratore e compagno
di partito accusato di concussione,
arrestato e poi rimesso in libertà dal
tribunale del riesame, ha detto che la
politica è debole e la mafia è forte. Ma
cosa vuol dire politica debole? Se vuole
dire ignorante, arrogante, connivente,
allora si può concordare.
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