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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 26 OTTOBRE 2006
Resistere a Berlusconia
STEFANO SANTACHIARA

Nel Paese di sottosopra la sentenza della Corte Costituzionale contro la norma dell'ex Cirielli che non applicava la scandalosa riduzione della prescrizione ai processi già in fase dibattimentale, è musica per le orecchie dei nostri politicanti. Coloro che hanno respinto la proposta di Napoli (An) e Licandro (Pdci) di evitare la nomina di imputati e condannati per mafia nella Commissione Antimafia, parlando di limitazione delle prerogative parlamentari e disuguaglianza perché si sarebbe creata una disparità con condannati d'altra specie, come potranno mai interpretare la bocciatura della Consulta, se non come un invito ad estendere la "prescrizione facile" a tutti gli imputati? Siamo sempre in prima linea nella lotta in nome dell'uguaglianza, e dei privilegi, di potenti sospettati di gravi reati.

Di operare nella direzione opposta in nome della decenza oltrechè della certezza della pena, cancellando per tutti quella drastica riduzione di prescrizione che sta mandando in fumo migliaia di processi e peggio ancora farà in futuro, ovviamente non se ne parla. D'altronde l'ex Cirielli consentirà di avvicinare alla prescrizione anche l'imputato Silvio Berlusconi di nuovo sotto processo con l'accusa di corruzione di un testimone, ossia di aver comprato il silenzio dello stratega del sistema off-shore di Fininvest avvocato David Mills, e contiene una bella norma che vieta il carcere agli ultrasettantenni, approvata giusto in tempo per far scontare a Previti ai domiciliari la condanna a 6 anni per corruzione (poi scesi a 3 grazie all'indulto e con conseguente richiesta di affidamento ai servizi sociali previsti dalla legge Simeone Saraceni). Così come anche l'amico Silvio, puta caso, è vicino alla settantina. La logica è quella dell'inutile accanimento contro i poveri vecchietti. Visto come soffre ai domiciliari il criminale nazista Erich Priebke, ripreso sulla copertina di "Chi" mentre passeggia amabilmente in un parco di Roma con buona pace dei parenti delle vittime delle Ardeatine? Dopotutto se ci si ragiona un attimo, è cosa buona e giusta:se uno stragista, mafioso, pluriomicida, viene beccato a 70 anni, vuoi che sia costretto ad assaggiare il carcere?

L'età è solo una delle tante opzioni: che arrivi la Grazia, l'amnistia, il superindulto, la prescrizione o direttamente la leggina ad hoc, poco cambia. E' la cultura non del garantismo ma dell'impunità per i potenti, la culla del diritto violentata dal trionfo dei privilegi dei criminali sulla pelle dei diritti delle vittime e della società. Il tutto reso possibile dall'assuefazione dei cittadini all' analfabetismo etico delle classi dirigenti, dovuta al martellamento mediatico in primis televisivo che per 13 anni ha gettato fango quotidiano sui magistrati che avevano osato scoprire e far condannare i corrotti di Tangentopoli e i politici mafiosi o collusi con la mafia, e complementarmente ha riabilitato e dipinto come vittime i ladroni di Stato, dal latitante divenuto esiliato martire Bettino Craxi in giù. Una perdita di tensione morale della cittadinanza che ha prodotto (consentito?) un centrosinistra sempre più infestato berluscloni.

Non solo nelle dichiarazioni pro-Craxi di D'Alema (che già da premier chiese i funerali di Stato!) e Fassino, o nelle difese bipartisan di Andreotti, prescritto in via definitiva per il reato commesso di associazione a delinquere con Cosa Nostra fino alla primavera dell'80, ma anche nei fatti di una legislazione che ben prima delle vergogne targate Cdl ha portato a costanti riduzioni degli strumenti d'indagine (dalla limitazione delle intercettazioni, vietate nei confronti dei parlamentari, che ora si vogliono ridurre per tutti gli indagati a soli 90 giorni prorogabili solo in presenza di elementi nuovi, alla distruzione dei tabulati dopo 5 anni, all'obbligo dei pentiti di fare dichiarazioni entro 180 giorni, fino alla fresca gerarchizzazione delle Procure della riforma Mastella che salva quasi in toto la Castelli arrecando gravi danni alla funzionalità degli uffici giudiziari) e aumenti delle guarentigie per gli imputati eccellenti(dal giusto processo che rende inutilizzabili i verbali dei coimputati non ripetuti in aula per la gioia di mafiosi intimidatori di testimoni, ai primi niet alle autorizzazioni agli arresti di Dell'Utri e Previti, dall'apertura della stagione delle depenalizzazioni con quella per l'abuso d'ufficio alle indagini preventive dei legali, fino al patteggiamento allargato in Cassazione di cui subito usufruì Dell'Utri per la sua condanna per false fatture). Ora, siccome i nostri politicanti prendono spesso ad esempio gli Stati Uniti, facciamo un piccolo confronto.

Mentre qui, nel paese dei crac Parmalat e Cirio, continuano a far danni processuali e in termini di deterrenza la depenalizzazione del falso in bilancio e l'assenza di adeguate norme penali contro gli evasori(senza contare lo scudo fiscale di Tremonti che sta permettendo a chi aveva esportato illegalmente denaro di legalizzarsi pagando un risibile 2,5% e restando anonimo), in Usa si inaspriscono pene e controlli preventivi sui reati finanziari e l'ex amministratore delegato della Enron, Jeffrey Skilling, è stato appena condannato a 24 anni e quattro mesi per i trucchi e le frodi contabili costate il crac societario. In quello strano lontano paese, dove anche l'inarrivabile Al Capone fu incastrato per evasione fiscale, quasi tutti pagano le tasse, con la conseguenza che le aliquote sono molto più basse. Qui a Berlusconia si inverte appositamente la causa con l'effetto, argomentando che "evadere è un dovere morale se lo Stato chiede troppo", convincendo migliaia di partite Iva a scendere in piazza per protestare contro la riforma Irpef che aumenta le aliquote a chi percepisce oltre 70mila euro l'anno, e soprattutto per i sacrosanti controlli tributari voluti da Visco.

In Italia resta in vigore la legge Pecorella sull'inappellabilità delle assoluzioni in primo grado e nessuno si preoccupa di porre fine alla scandalosa disparità tra Accusa e Difesa, o eliminando l'Appello anche in caso di condanna in primo grado(che abbrevierebbe di molto i tempi biblici dei processi) o tornando alla legislazione precedente. In Usa c'è solo un grado di giudizio con eventuale ricorso al Consiglio di Stato a spese dell'imputato. Nel Paese delle Difese, come abbiamo visto, se le cose vanno male i criminali in colletto bianco possono contare su ben tre gradi di giudizio e puntare dritti, con apposite tattiche dilatorie (meglio ancora se parlamentari per opporre legittimi impedimenti) dei pool di legali, a strappare la quasi certa salvifica prescrizione. Al momento non è sull'agenda del centrosinistra l'abolizione della Pecorella, criticata dalla diessina Anna Finocchiaro più per l'ingolfamento della Cassazione che per l'evidente umiliazione del principio base della parità tra Accusa e Difesa. Alla faccia di chi in nome del "giusto processo" votava obbrobri bocciati dalla Corte costituzionale(e di recente, fregandosene della mitica "formazione della prova durante il dibattimento", voleva distruggere tout court i dossier illegali dalla banda Tavaroli).

 

La legge ex Cirielli riduce drasticamente i tempi di prescrizione impedendo a tanti processi di arrivare ad accertare la verità. In Usa la prescrizione si calcola solo durante le indagini, mentre una volta iniziato il processo non ci sono cavilli e ritardi che tengano: si va a sentenza con la certezza della condanna di un reo, o dell'assoluzione di un innocente. La ex Cirielli viene vista negativamente da Anna Finocchiaro & c. solo per il giro di vite sui recidivi.
In Italia un imputato può belluinamente mentire ai giudici, mentre in Usa è considerato reato alla stregua della falsa testimonianza. In tutto il mondo occidentale e democratico se qualche potente viene sospettato di un reato(ma anche solo di non aver pagato i contributi alla colf) si dimette per manifesta immoralità o per dimostrare la propria innocenza, mentre il Parlamento italiano pullula di pregiudicati, imputati e indagati per reati anche gravissimi.
In Usa magistrati e forze dell'ordine sono sostenuti dai politici che rappresentano le istituzioni, vengono potenziati e modernizzati gli strumenti d'indagine. In Italia sono attaccati e infamati a giorni alterni da destra e sinistra, a seconda che venga indagato un politico di destra o di sinistra, qualche genio propone di limitare ulteriormente le intercettazioni- strumento d'indagine vitale contro le mafie che controllano capillarmente 4 regioni al sud con sempre maggior peso economico e politico- e si depotenzia il più possibile, arrivando a situazioni tragicomiche come quella delle volanti senza benzina e dei magistrati costretti a restare senza scorte e a salvare dati importantissimi sui "pen-driver" a proprie spese. Cose intraducibili in inglese, come "indulto" e "amnistia". I cittadini onesti cominceranno a farsi sentire al fianco dei servitori dello Stato che rischiano la vita per la Giustizia pretendendo un'inversione di rotta, o s'illudono in una nuova Liberazione, questa volta dall'immoralità?

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IL GIOVEDì
Stefano Santachiara

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