|
Nel
Paese di sottosopra la sentenza della
Corte Costituzionale contro la norma
dell'ex Cirielli che non applicava la
scandalosa riduzione della prescrizione
ai processi già in fase dibattimentale,
è musica per le orecchie dei nostri
politicanti. Coloro che hanno respinto
la proposta di Napoli (An) e Licandro (Pdci)
di evitare la nomina di imputati e
condannati per mafia nella Commissione
Antimafia, parlando di limitazione delle
prerogative parlamentari e
disuguaglianza perché si sarebbe creata
una disparità con condannati d'altra
specie, come potranno mai interpretare
la bocciatura della Consulta, se non
come un invito ad estendere la
"prescrizione facile" a tutti gli
imputati? Siamo sempre in prima linea
nella lotta in nome dell'uguaglianza, e
dei privilegi, di potenti sospettati di
gravi reati.
Di operare nella direzione opposta in
nome della decenza oltrechè della
certezza della pena, cancellando per
tutti quella drastica riduzione di
prescrizione che sta mandando in fumo
migliaia di processi e peggio ancora
farà in futuro, ovviamente non se ne
parla. D'altronde l'ex Cirielli
consentirà di avvicinare alla
prescrizione anche l'imputato Silvio
Berlusconi di nuovo sotto processo con
l'accusa di corruzione di un testimone,
ossia di aver comprato il silenzio dello
stratega del sistema off-shore di
Fininvest avvocato David Mills, e
contiene una bella norma che vieta il
carcere agli ultrasettantenni, approvata
giusto in tempo per far scontare a
Previti ai domiciliari la condanna a 6
anni per corruzione (poi scesi a 3
grazie all'indulto e con conseguente
richiesta di affidamento ai servizi
sociali previsti dalla legge Simeone
Saraceni). Così come anche l'amico
Silvio, puta caso, è vicino alla
settantina. La logica è quella
dell'inutile accanimento contro i poveri
vecchietti. Visto come soffre ai
domiciliari il criminale nazista Erich
Priebke, ripreso sulla copertina di
"Chi" mentre passeggia amabilmente in un
parco di Roma con buona pace dei parenti
delle vittime delle Ardeatine? Dopotutto
se ci si ragiona un attimo, è cosa buona
e giusta:se uno stragista, mafioso,
pluriomicida, viene beccato a 70 anni,
vuoi che sia costretto ad assaggiare il
carcere?
L'età è solo una delle tante opzioni:
che arrivi la Grazia, l'amnistia, il
superindulto, la prescrizione o
direttamente la leggina ad hoc, poco
cambia. E' la cultura non del garantismo
ma dell'impunità per i potenti, la culla
del diritto violentata dal trionfo dei
privilegi dei criminali sulla pelle dei
diritti delle vittime e della società.
Il tutto reso possibile
dall'assuefazione dei cittadini all'
analfabetismo etico delle classi
dirigenti, dovuta al martellamento
mediatico in primis televisivo che per
13 anni ha gettato fango quotidiano sui
magistrati che avevano osato scoprire e
far condannare i corrotti di
Tangentopoli e i politici mafiosi o
collusi con la mafia, e
complementarmente ha riabilitato e
dipinto come vittime i ladroni di Stato,
dal latitante divenuto esiliato martire
Bettino Craxi in giù. Una perdita di
tensione morale della cittadinanza che
ha prodotto (consentito?) un
centrosinistra sempre più infestato
berluscloni.
Non solo nelle dichiarazioni pro-Craxi
di D'Alema (che già da premier chiese i
funerali di Stato!) e Fassino, o nelle
difese bipartisan di Andreotti,
prescritto in via definitiva per il
reato commesso di associazione a
delinquere con Cosa Nostra fino alla
primavera dell'80, ma anche nei fatti di
una legislazione che ben prima delle
vergogne targate Cdl ha portato a
costanti riduzioni degli strumenti
d'indagine (dalla limitazione delle
intercettazioni, vietate nei confronti
dei parlamentari, che ora si vogliono
ridurre per tutti gli indagati a soli 90
giorni prorogabili solo in presenza di
elementi nuovi, alla distruzione dei
tabulati dopo 5 anni, all'obbligo dei
pentiti di fare dichiarazioni entro 180
giorni, fino alla fresca
gerarchizzazione delle Procure della
riforma Mastella che salva quasi in toto
la Castelli arrecando gravi danni alla
funzionalità degli uffici giudiziari) e
aumenti delle guarentigie per gli
imputati eccellenti(dal giusto processo
che rende inutilizzabili i verbali dei
coimputati non ripetuti in aula per la
gioia di mafiosi intimidatori di
testimoni, ai primi niet alle
autorizzazioni agli arresti di Dell'Utri
e Previti, dall'apertura della stagione
delle depenalizzazioni con quella per
l'abuso d'ufficio alle indagini
preventive dei legali, fino al
patteggiamento allargato in Cassazione
di cui subito usufruì Dell'Utri per la
sua condanna per false fatture). Ora,
siccome i nostri politicanti prendono
spesso ad esempio gli Stati Uniti,
facciamo un piccolo confronto.
Mentre qui, nel paese dei crac Parmalat
e Cirio, continuano a far danni
processuali e in termini di deterrenza
la depenalizzazione del falso in
bilancio e l'assenza di adeguate norme
penali contro gli evasori(senza contare
lo scudo fiscale di Tremonti che sta
permettendo a chi aveva esportato
illegalmente denaro di legalizzarsi
pagando un risibile 2,5% e restando
anonimo), in Usa si inaspriscono pene e
controlli preventivi sui reati
finanziari e l'ex amministratore
delegato della Enron, Jeffrey Skilling,
è stato appena condannato a 24 anni e
quattro mesi per i trucchi e le frodi
contabili costate il crac societario. In
quello strano lontano paese, dove anche
l'inarrivabile Al Capone fu incastrato
per evasione fiscale, quasi tutti pagano
le tasse, con la conseguenza che le
aliquote sono molto più basse. Qui a
Berlusconia si inverte appositamente la
causa con l'effetto, argomentando che
"evadere è un dovere morale se lo Stato
chiede troppo", convincendo migliaia di
partite Iva a scendere in piazza per
protestare contro la riforma Irpef che
aumenta le aliquote a chi percepisce
oltre 70mila euro l'anno, e soprattutto
per i sacrosanti controlli tributari
voluti da Visco.
In Italia resta in vigore la legge
Pecorella sull'inappellabilità delle
assoluzioni in primo grado e nessuno si
preoccupa di porre fine alla scandalosa
disparità tra Accusa e Difesa, o
eliminando l'Appello anche in caso di
condanna in primo grado(che
abbrevierebbe di molto i tempi biblici
dei processi) o tornando alla
legislazione precedente. In Usa c'è solo
un grado di giudizio con eventuale
ricorso al Consiglio di Stato a spese
dell'imputato. Nel Paese delle Difese,
come abbiamo visto, se le cose vanno
male i criminali in colletto bianco
possono contare su ben tre gradi di
giudizio e puntare dritti, con apposite
tattiche dilatorie (meglio ancora se
parlamentari per opporre legittimi
impedimenti) dei pool di legali, a
strappare la quasi certa salvifica
prescrizione. Al momento non è
sull'agenda del centrosinistra
l'abolizione della Pecorella, criticata
dalla diessina Anna Finocchiaro più per
l'ingolfamento della Cassazione che per
l'evidente umiliazione del principio
base della parità tra Accusa e Difesa.
Alla faccia di chi in nome del "giusto
processo" votava obbrobri bocciati dalla
Corte costituzionale(e di recente,
fregandosene della mitica "formazione
della prova durante il dibattimento",
voleva distruggere tout court i dossier
illegali dalla banda Tavaroli).
La legge ex Cirielli riduce
drasticamente i tempi di prescrizione
impedendo a tanti processi di arrivare
ad accertare la verità. In Usa la
prescrizione si calcola solo durante le
indagini, mentre una volta iniziato il
processo non ci sono cavilli e ritardi
che tengano: si va a sentenza con la
certezza della condanna di un reo, o
dell'assoluzione di un innocente. La ex
Cirielli viene vista negativamente da
Anna Finocchiaro & c. solo per il giro
di vite sui recidivi.
In Italia un imputato può belluinamente
mentire ai giudici, mentre in Usa è
considerato reato alla stregua della
falsa testimonianza. In tutto il mondo
occidentale e democratico se qualche
potente viene sospettato di un reato(ma
anche solo di non aver pagato i
contributi alla colf) si dimette per
manifesta immoralità o per dimostrare la
propria innocenza, mentre il Parlamento
italiano pullula di pregiudicati,
imputati e indagati per reati anche
gravissimi.
In Usa magistrati e forze dell'ordine
sono sostenuti dai politici che
rappresentano le istituzioni, vengono
potenziati e modernizzati gli strumenti
d'indagine. In Italia sono attaccati e
infamati a giorni alterni da destra e
sinistra, a seconda che venga indagato
un politico di destra o di sinistra,
qualche genio propone di limitare
ulteriormente le intercettazioni-
strumento d'indagine vitale contro le
mafie che controllano capillarmente 4
regioni al sud con sempre maggior peso
economico e politico- e si depotenzia il
più possibile, arrivando a situazioni
tragicomiche come quella delle volanti
senza benzina e dei magistrati costretti
a restare senza scorte e a salvare dati
importantissimi sui "pen-driver" a
proprie spese. Cose intraducibili in
inglese, come "indulto" e "amnistia". I
cittadini onesti cominceranno a farsi
sentire al fianco dei servitori dello
Stato che rischiano la vita per la
Giustizia pretendendo un'inversione di
rotta, o s'illudono in una nuova
Liberazione, questa volta
dall'immoralità?
COMMENTA QUESTO ARTICOLo nel blog di
centomovimenti.com
|