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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 28 OTTOBRE 2006
Il buco di Storace
Tommaso Merlo

Ci risiamo, un altro scandalo riempie le pagine dei giornali, e i cittadini di vergogna. O almeno quelli che hanno ancora la forza di indignarsi. Questa volta si tratta di spioni tributari, stessa famiglia di quelli telefonici, ma più specializzati. Spioni attivi nel commercio di informazioni private da piazzare nell'arena politica. Del resto, nella democrazia dei media, infangare l'avversario muove più voti che proporre idee e progetti. Perché l'infangata sta nei tempi televisivi, è di facile comprensione e sicuro impatto. L'apripista, o forse il discepolo inesperto, di questa scuola di pensiero, è Francesco Storace. L'ex Governatore del Lazio, infatti, venne sorpreso a ficcare il naso nella vita privata dei suoi rivali politici. Nel bel mezzo delle elezioni regionali, quando Storace si contendeva la poltrona di governatore con Marrazzo e la Mussolini. Era solo il 2005, e Storace, coadiuvato da una rete di collaboratori, "istigava" spionaggio politico e tentò di boicottare Alternativa sociale, la lista lanciata dalla nipote del Duce. Del resto in politica, oggi, al cuore si comanda eccome. E poi è stata la Mussolini a tradire per prima abbandonando Fini folgorato sulla via d'Israele. Quando Fini etichettò il fascismo come "male assoluto", Storace alzò la voce ma rientrò nelle righe, mentre la tremenda nipotina fece le valige collocandosi alla destra di Storace. Una posizione troppo scomoda per l'ex Governatore che sapeva che ci si giocava tutto all'ultimo voto. L'intraprendenza del gruppo Storace non riuscì comunque ad evitare la sconfitta. Nell'aprile del 2005 la Regione Lazio passa ad un amministrazione di centrosinistra. Una sconfitta pesante perché siamo nella regione della capitale, e poi oggi le regioni contano. Eppure, stranamente, la performance di Storace non deve essere dispiaciuta ai vertici del centrodestra che in poche settimane lo nominano Ministro della Salute. Un'incredibile avanzamento di carriera per un ex-giornalista con la passione per la politica. Un ministero importante, chissà, forse affidato come premio a chi si era comunque battuto con lealtà ed onore per difendere i valori della sua coalizione?

 

Forse, e la cosa sarebbe anche finita nel dimenticatoio, se non fosse che oggi si scopre un buco di 10 miliardi di Euro nella sanità laziale. Proprio nella sanità, proprio in quel ramo dello stato sociale nazionale che Storace fu chiamato a dirigere. E si tracolla.
Marrazzo per l'entità di un crac devastante che richederà l'intervento del governo nazionale. I cittadini per quella strana meritocrazia che vige nella politica. Cosa conta veramente per questa politica? Forse la competenza, l'inattaccabilità morale, la fermezza ideale nei valori e nella propria missione, la progettualità lungimirante. Oppure la spregiudicatezza, l'abnegazione al mero successo elettorale del proprio partito, il coraggio di spingersi oltre i limiti, l'abbandono alla meschina lotta per il potere, per una poltrona. Ed è questo triste dubbio che scaturisce dalla vicenda Storace. E' questo che si chiedono i cittadini onesti. Sull'onda devastante degli infiniti scandali. Il cittadino si chiede il senso della propria onestà. Il senso di questa politica.

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