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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 1 SETTEMBRE 2006
Libia: scontro tra Gheddafi e il figlio sul futuro della rivoluzione
REDAZIONE

Il dittatore libico Muhammar Gheddafi ha festeggiato il trentasettesimo anniversario del golpe che lo ha portato al potere assicurando che la rivoluzione continuerà a qualunque costo.
"Chi vuole le riforme ritiene che il popolo sia ignorante e immaturo - ha tuonato - ma grazie a Dio i nostri nemici sono stati stroncati e bisogna essere pronti a ucciderli se rialzano la testa. Non possiamo permettere che indeboliscano il potere del popolo e della rivoluzione, perché la rivoluzione garantisce libertà, sovranità e ricchezza a tutti".

 

Ma il primo "nemico" dal quale il colonnello dovrà guardarsi sembra essere proprio suo figlio. Per Seif al Islam, infatti, la rivoluzione è finita e la Libia necessita di una trasformazione che la porti a diventare un paese simile a quelli occidentali.
"Smettiamola di prenderci in giro, quello in cui viviamo non è un paradiso - ha dichiarato - serve la privatizzazione delle imprese, delle principali compagnie telefoniche e delle banche. Il Paese dovrà poi aprire le porte all'insediamento di banche straniere".

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